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Grosseto

Teleriscaldamento: è ultimatum

Teleriscaldamento: è ultimatum

Santa Fiora, Ciaffarafà chiede il consiglio per rivedere il regolamento

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SANTA FIORA. Teleriscaldamento a Santa Fiora: «Obbligheremo il sindaco a convocare il consiglio», annuncia il capogruppo di opposizione Riccardo Ciaffarafà. «Se il sindaco Federico Balocchi non lo convocherà entro 20 giorni, lo farà il prefetto per lui».

Il gruppo consiliare Un Comune per tutti ha chiesto la convocazione del consiglio, trasformando la mozione in una proposta di delibera.

«Questo – spiega Ciaffarafà – perché il sindaco non convoca da oltre quattro mesi quest’organismo, nonostante le mozioni e le interrogazioni presentate dal gruppo stesso. Una prova di forza in un comune dove le leggi e le Istituzioni sono considerate spesso carta straccia e ingombri. La legge fissa in venti giorni il termine per la convocazione del consiglio e il sindaco, se non vuole incorrere in una grave omissione, deve assolutamente procedere. Della cosa è stato edotto anche il prefetto di Grosseto», precisa il capogruppo.

L’argomento sul quale è stata chiesta la convocazione del consiglio comunale, riguarda il teleriscaldamento e soprattutto il nuovo regolamento di fornitura, che ha provocato grande preoccupazione tra la cittadinanza, tanto da indurre la creazione di un Comitato di utenti, che ha già raccolto centinaia di firme, con la richiesta di ritirare il regolamento stesso e modificarlo.

Il gruppo Un Comune per tutti ha presentato a questo proposito una mozione da sottoporre all’approvazione del consiglio. La mozione chiede di annullare la delibera del 30 giugno 2015 con la quale è stato approvato il regolamento di fornitura del calore e di elaborare un nuovo regolamento più aderente agli interessi dei cittadini utenti. Si chiede anche di abolire, nell’ottica di ridurre le spese sostenute dalla società Amiata Energia e trasferite sugli utenti, il pagamento dell’energia fornita da Enel all’impianto di teleriscaldamento. E si chiede, infine, l’impegno per favorire la costituzione di un azionariato diffuso che consenta agli utenti interessati di nominare un proprio rappresentante all’interno del cda di Amiata Energia.

Intanto il consiglio sta per arrivare. «È già qualche giorno che avevamo in animo di fare il consiglio – dice il sindaco – ma ora a maggior ragione visto che ce lo chiede la minoranza in modo tanto insistente. Non l’abbiamo fatto fin qui perché non c’erano atti da approvare. Ora abbiamo un paio di delibere e la mozione della minoranza. In ogni caso ritengo ridicolo che la polemica sulla convocazione del consiglio la pongano proprio loro che dal 2014 non si sono mai presentati alle sedute consiliari. Inadeguato pure il loro linguaggio aggressivo e violento che usano in ogni circostanza». (f.b.)

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