Il Tirreno

Grosseto

Rubano pannelli per 200.000 euro

di Giulia Sili
Rubano pannelli per 200.000 euro

Ladri scatenati alla Cura: si sono avvicinati all’azienda con un tir passando da una strada aperta per un cantiere

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MASSA MARITTIMA. È stato un furto architettato alla perfezione quello ai danni dell’azienda La Cura in zona Vado a L’arancio: in una sola notte sono spariti 750 pannelli solari per un valore di oltre 200.000 euro. Sui 10 ettari di terreno è rimasto soltanto lo scheletro dei sostegni.

I pannelli facevano parte di un impianto fotovoltaico di proprietà dell’azienda di Enrico Corsi che produce olio, vino, cereali e frutta e che, da qualche anno, aveva deciso di produrre anche energia pulita. Non sono però bastate le telecamere, installate sui suoi terreni, e le alte recinzioni a scoraggiare i ladri: «chi si è introdotto quella notte nel mio terreno sapeva bene quello che stava facendo, questo furto è opera di professionisti del settore. Non si tratta di ladri improvvisati» dice amareggiato Enrico Corsi. Un furto organizzato alla perfezione, appunto, anche perché per trasportare 750 pannelli di circa 20 chili ciascuno, si sono resi necessari diversi furgoni o addirittura camion.

Ma se negli ultimi anni il business del fotovoltaico ha scalato i titoli finanziari, convincendo gli imprenditori come Enrico Corsi a investire, non poteva mancare la criminalità del settore che col tempo è diventata sempre più esperta.

Sono vere e proprie task force specializzate nella rimozione e nel riciclaggio dei pannelli: chi si introduce studia bene la situazione prima di mettere a segno il colpo. Per l’azienda La Cura è stato fatale un cantiere aperto vicino al campo del fotovoltaico: «i ladri sono passati da una strada secondaria creata da un cantiere che ha costruito un ponte provvisorio sul fiume Gora, che passa longitudinalmente all'impianto. Il ponte era necessario alla ditta specializzata per effettuare la pulizia e la manutenzione degli argini per conto del Consorzio di bonifica Toscana sud» racconta Corsi. A nulla serviranno le telecamere installate sul posto perché prima di colpire i ladri si sono premurati di metterle fuori uso insieme al sistema di allarme. I ladri hanno quindi agito indisturbati e hanno avuto tutto il tempo necessario per smontare pezzo per pezzo tutti e 750 i pannelli, lasciandone solo 100 sul posto. «Devono essere stati in molti a lavorare per smontare tutti quei pannelli – dice Enrico – e probabilmente hanno fatto diversi viaggi dal ponte alla strada. D’altronde tutto quel materiale entra soltanto in due camion o in diversi furgoni». Questo colpo è il più grosso fatto finora nella zona ed è una perdita ingente per l’azienda La Cura: «questo furto è un’onda anomala ed è il più grande fatto in provincia – spiega Corsi – avevamo puntato molto sul fotovoltaico ed è un danno stimato di 200.000 euro. Fortunatamente la mia azienda lavora bene. Diciamo che tremare non tremo ma la notte non dormo più bene anche se i carabinieri stanno lavorando per cercare di individuare i responsabili del furto».

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