Toscana
Gatti trovati morti nel congelatore, pensionato finisce sotto processo
È accusato di averli uccisi con crudeltà. A fare la scoperta la figlia che ne aveva parlato ai carabinieri. Uno dei mici era rimasto incastrato nel cestello e così era stato poi rinvenuto in un campo vicino casa
MONTE AMIATA. Come c’erano finiti quei due gatti nel congelatore, dove erano stati trovati morti stecchiti? Erano entrati da soli, magari pensando di giocare come facevano nel luogo adiacente, quello dove abitualmente ricevevano il cibo? Oppure qualcuno ce li aveva infilati con la forza, magari per una successiva consumazione?
Mistero da sciogliere davanti al giudice Giovanni Muscogiuri quello che vede imputato un agricoltore abitante sull’Amiata, quasi ottantenne, presente all’udienza. Sarebbe stato lui, secondo l’imputazione, a causare la morte dei due mici. Con crudeltà e senza necessità.
Fatti del gennaio 2014 originati da una segnalazione della figlia dell’uomo, con la quale non corrono buoni rapporti. La donna, cinquantenne, si era presentata ai carabinieri raccontando che il giorno prima era andata ad aprire il congelatore a pozzetto a piano terra della casa dove abitano i genitori, per prendere del gelato, e dentro aveva visto i gatti morti. Li aveva riconosciuti come suoi (la donna non abita distante). E lo aveva raccontato ai carabinieri insieme a una serie di comportamenti ritenuti anomali del padre.
Pochi giorni due appuntati si erano presentati al podere e avevano trovato la moglie dell’imputato. Quest’ultima aveva aperto il congelatore, come richiesto: dentro non c’era nulla, se non il cibo normalmente conservato per la consumazione: verdure e altro. Ma lei stessa aveva raccontato - e l’ha ripetuto ieri in aula, interrogata dal pm onorario Massimiliano Tozzi - che aveva portato i militari nel campo a poca distanza dalla casa e aveva mostrato i resti dei due poveri animali riconoscendoli come propri («erano i gatti di casa, all’epoca c’erano sette-otto, adesso ce ne sono anche di più»), uno dei quali si trovava ancora incastrato nel cestello del congelatore.
Li aveva gettati lì dopo il ritrovamento, meravigliandosi anche lei ancora oggi di quanto accaduto. I carabinieri hanno spiegato di non aver potuto appurare le cause della morte dei mici, anche in considerazione dello stato di avanzata decomposizione delle carcasse. Impossibile dire se fossero morti tra spasmi. La donna ha spiegato che a casa non è certo abitudine mangiare i gatti. Comunque ritrovati nel congelatore con tanto di pelame. E così erano anche nelle foto scattate dai carabinieri quel giorno.
Il difensore d’ufficio dell’imputato, l’avvocato Aldo Peronaci, ha fatto alcune domande anche a proposito delle abitudini della famiglia nel governo dei gatti e delle modalità di apertura-chiusura del congelatore. Il pm ha chiesto di poter sentire anche la figlia; richiesta accolta dal giudice. E per questo motivo il processo è stato aggiornato a maggio.
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