Il Tirreno

Grosseto

“Corvo” sull’assegnazione dell’azienda

di Francesca Gori
“Corvo” sull’assegnazione dell’azienda

Sms sui telefoni dei rappresentanti sindacali: «Siete stati presi in giro tanto che vi diranno che non c’è niente da fare»

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GROSSETO. Agli investigatori basterebbe poco per scoprire a chi è intestata la scheda telefonica utilizzata per inviare messaggi alle rappresentanti sindacali e a chi, da anni, si occupa a vario titolo della Mabro. Tanto che uno di questi sms è arrivato anche su uno dei cellulari della nostra redazione.

«Secret: totale assenza volontà ha fatto gioco con politica per chiudere Mabro definitivamente allontanando un big della moda con scusa caos immobile», leggiamo sul nostro display. Sms arrivato lunedì sera, alle 19,27. Il giorno di Pasqua invece, erano stati alcuni lavoratori dell’azienda chiusa ormai da tre anni a veder lampeggiare i loro cellulari e leggere messaggi con contenuti non troppo differenti: «Auguri a voi di Mabro.... purtroppo siete state prese in giro tanto che vi diranno non c’è niente da fare nonostante ci sia gruppo interessato a voi». E ancora, su un altro cellulare: «secret: purtroppo la storia dell’immobile non vogliono risolverla per scaricare tutto su Abbigliamento Grosseto... e pensare che c’è Big interessato».

È la seconda volta che succede. E-mail che raccontavano i retroscena di una precedente cessione della società erano arrivate anche qualche anno fa e, a leggere il contenuto degli sms che circolano ora sui cellulari di alcuni dipendenti dell’azienda di abbigliamento viene da pensare che la mano sia la stessa di allora. Ma perchè? «Probabilmente si tratta di qualcuno ha tentato di partecipare al bando per l’acquisizione dell’azienda - dicono Nadia Perino e Francesca Ferrari, rappresentanti sindacali - e che però non ha molte chance per rilevare la Mabro». Un’ipotesi che potrebbe essere convincente.

Di sicuro chi ha inviato quei messaggi è qualcuno che conosce la situazione della fabbrica di via Senese, che sa chi si è fatto avanti per l’acquisizione e che ha anche una bella rubrica di numeri di telefono di persone che ci lavorano e che comunque hanno rapporti sia con il commissario della Prodi bis Paolo Coscione che in queste ore è impegnato proprio a sciogliere il nodo dell’assegnazione.

«Questi messaggi hanno cominciato a girare da qualche giorno - dicono Perino e Ferrari - creando di nuovo un clima di tensione intorno al bando della Mabro. Ogni volta che c’è da prendere decisioni serie sulla nostra azienda, ecco che spuntano cose come queste». Secondo il corvo, la responsabilità, nel caso della non assegnazione della fabbrica, sarebbe della politica.

«Possiamo soltanto immaginare a chi venga addossata la responsabilità di un fatto che ancora non è successo e che ci auguriamo nemmeno accada - dicono i rappresentanti sindacali - ma, dall’altra parte, è anche chiaro che quello che abbiamo chiesto e torniamo a chiedere al commissario Coscione è che lasci fuori quelle cordate o società che potrebbero aver partecipato al bando e che sono guidate da persone che già in passato hanno dimostrato di non avere alcun requisito per portare avanti la nostra attività».

Parole che al commissario Coscione erano state dette anche in altre occasioni. E che sarebbero state tenute di conto, se è vero che chi ha mandato quegli sms alle donne della Mabro ormai è fuori dai giochi da diverso tempo.

@francescagori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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