Sicurezza
Terreni mai espropriati, Comune nei guai
Due scuole, una strada e la sede della Procura sorgono in aree non pagate ai legittimi proprietari. Che fanno ricorso al Tar
GROSSETO. Due scuole, una strada e la sede niente meno che della Procura della Repubblica, a Grosseto, sono state costruite su terreni mai espropriati fino in fondo dal Comune. E, a distanza di oltre mezzo secolo, mese più, mese meno, oggi i proprietari battono cassa e rivogliono indietro i terreni.
La vicenda, finita con due ricorsi al Tar, ha dell’incredibile, eppure non è il primo caso, né pare di capire sarà l’unico.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.10476456:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2014/12/11/news/esproprio-non-pagato-dopo-25-anni-stangata-per-il-comune-1.10476456]]
Tutto ha inizio negli anni Cinquanta e, precisamente nel 1955, quando il Comune occupa un terreno, nella zona dell’attuale via Mascagni, per costruirci la via Umberto Giordano. Sono 107 metri quadrati ai quali, nel 1973, se ne aggiungono altri 560 e, due anni dopo, altri 4.040 per realizzare una scuola materna. I terreni appartengono alla famiglia Sellari Franceschini alla quale, però, il Comune non ha mai versato il dovuto per l’esproprio. La famiglia non rimane con le mani in mano e già nel 1988 ottiene dall’ingegnere capo del Comune una lettera di sollecito, nei confronti dell’ufficio espropri perché definisca, una volta per tutte, il rapporto patrimoniale. Il sollecito cade nel vuoto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.13239349:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13239349:1652189765/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Sempre negli anni Settanta la città, però, si sta allargando anche all’altro capo dell’agglomerato urbano. All’inizio del decennio la zona di viale Europa è tutta un cantiere. Il terreno dell’originario proprietario, Nello Franceschi, è frazionato nel 1970 e viene in parte comprato da privati e in parte occupato dal Comune che decide di costruire anche qui una scuola, una strada, fogne e giardinetti e perfino la sede della Procura della Repubblica.
Uno dei terreni doveva essere ceduto gratuitamente perché avrebbe dovuto ospitare la scuola. Il Comune, però, non solo non ha mai definito l’atto di cessione – tanto che al catasto le particelle dove sono state costruite le opere risultano ancora di proprietà degli eredi di Franceschi – ma su quel terreno ci ha costruito una parte degli uffici della procura, mentre la scuola è finita al posto dei giardinetti.
Anche in questo caso, il Comune aveva iniziato il procedimento di esproprio, ma non l’ha mai perfezionato, né ha acquisito – cioè pagato – i terreni che tutt’oggi risultano occupati.
In entrambi i casi – asilo di via Mascagni e via Giordano da un lato e scuola di viale Europa e sede della Procura dall’altro – gli attuali eredi degli originari proprietari si sono stancati di aspettare e, dopo anni senza risposte, si sono rivolti agli avvocati – Alessandro Antichi, Niccolò Scopetani e Lina Casini nel primo caso; il solo Antichi nel secondo – e hanno fatto ricorso al Tar.
«L’occupazione senza titolo pone in essere un illecito permanente – spiega l’avvocato Antichi – che potrà cessare solo con l’acquisizione sanante o con un contratto di compravendita». Per l’avvocato si tratta in entrambi i casi di «ingerenza indebita» da parte del Comune nella proprietà privata e, nel caso di via Mascagni, ci sarebbero anche gli estremi della colpa, poiché il Comune già dal 1988 era a conoscenza della situazione.
In entrambi i casi la richiesta è di riavere indietro i terreni, liberati dalle opere che nel frattempo il Comune c’ha costruito sopra, e un risarcimento del danno pari al valore dei terreni e con tutti gli interessi e la rivalutazione monetaria dal momento dell’occupazione ad oggi.
Insomma, se il Tar riconoscesse le ragioni dei proprietari, per il Comune – e per tutti i cittadini, visto che di soldi pubblici, in fondo, si parla – si prospetta all’orizzonte un salasso di decine di centinaia di migliaia di euro.
In entrambi i casi il Comune si è costituito in giudizio, affidando la propria difesa all’avvocata Graziella Ferraroni del Foro di Firenze.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
