Il Tirreno

Grosseto

Roselle, ultimatum di Ceri «Avete un mese di tempo»

di Maurizio Caldarelli
Roselle, ultimatum di Ceri «Avete un mese di tempo»

Il numero uno della società sportiva mette la sveglia al Comune e si sfoga Intanto si infittiscono i contatti con Follonica: «Loro entusiasti del mio progetto»

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ROSELLE. Il patron del Roselle Mario Ceri dà l’ultimatum al Comune di Grosseto: «Se entro fine mese l’interesse dell’Amministrazione nei nostri confronti non si manifesterà con soluzioni concrete ai nostri problemi logistici troveremo la nostra strada».

Lo sfogo della famiglia Ceri è arrivato, come era successo qualche settimana fa, con la distribuzione del magazine societario prima della partita. «La politica ha tritato il nostro progetto – si legge nel Match Day distribuito prima della gara con l’Asta – e hanno accuratamente evitato un confronto pubblico con noi».

Il presidente Simone e Mario Ceri lamentano che «è calato – dicono – il silenzio sulla vicenda, il menefreghismo verso l’Ac Roselle, verso Roselle e i rosellani, ma anche verso tutti i nostri tesserati e le loro famiglie».

Mario Ceri spiega i motivi di queste dichiarazioni: «Dopo l’adozione della variante, avvenuta nel consiglio comunale del 21 marzo – sottolinea – non ho avuto più notizie, se non dalla stampa con i botta e risposta tra Borghi e Tei. Ho avuto un paio di colloqui con il vicesindaco Borghi e basta. Noi abbiamo bisogno di date certe, di garanzie che, a quanto pare, nessuno ci può dare in questo momento». «Il problema della variante – aggiunge Ceri – è fittizio. Come ho avuto modo di sottolineare, si potevano anticipare i tempi di qualche mese, farla a gennaio, non avere l’acqua alla gola. Il nostro progettista, Angelo Lupo, un ingegnere, sarà costretto a presentare all’ufficio urbanistica un nuovo progetto, il terzo, con l’ubicazione delle nuove strutture per sorvolare il rischio idrogeologico. Oltre alla spesa per il progetto, rischiamo di non starci nei tempi, considerando anche le osservazioni».

Paolo Borghi ha assicurato che con l’approvazione, che dovrebbe avvenire prima della chiusura della legislatura, spera di poter assicurare anche la fidejussione. «Sarebbe una bella cosa – dice Ceri – Altrimenti con il cambio di giunta rischiamo di dover ricominciare tutto daccapo».

Ceri puntualizza: «che si faccia l’Eccellenza o la Promozione per la prossima stagione non cambia nulla: non ho i campi; questo deve essere chiaro a tutti. Mi dispiace dirlo, ma siamo più apprezzati in provincia che nella nostra città, anche se nell’unica gara giocata allo Zecchini siamo riusciti ad avere, nonostante la pioggia, 700 spettatori in tribuna».

L’Ac Roselle non ha mai nascosto i contatti con Follonica, intenzionata a far rinascere il calcio (attualmente è in Seconda) e per questo interessata al progetto dei Ceri. «Venerdì scorso – dice il patron biancoceleste – ho avuto un incontro con il sindaco Andrea Benini, rimasto entusiasta dal nostro progetto. Ho fatto presente la nostra intenzione di ripartire da zero con una società nuova e di portare il nostro titolo sportivo».

In riva al Golfo i dirigenti grossetani avrebbero a disposizione delle strutture idonee, al Capannino, con due campi regolamentari, uno in sintetico e uno per la scuola calcio, e anche a Campi Alti, che dispone di due impianti per il calcio a 11 e uno per il calcio a cinque.

«Ho detto al sindaco Benini – sottolinea Ceri – che voglio realizzare un centro sportivo, con tanto di centro medico, bar ristorante e uffici. Il nostro progetto comprende anche stage estivi e per questo ho messo in evidenza la necessità di una foresteria da 25 posti. La convenzione per più anni da 85.000 euro sarebbe vantaggiosa per tutti».

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