Finanza
«Qui non ci sono esclusive»
Simiani all’Udc: nessuna forza può mettere la sua bandiera su di un’area
GROSSETO. «Il Pd va talmente a destra da mettere in imbarazzo l’Udc». Ci sta la battuta di Marco Sabatini, leader della Sinistra grossetana, che ieri è intervenuto nella polemica del giorno, cioè il veto su Gianni Lamioni messo dall’assessore Udc Emanuel Cerciello. In realtà la battuta di Sabatini si riferisce sia a Grosseto (con l’imminente apertura alla civica Passione), sia a Scansano (dove per la fascia tricolore i democratici faranno correre addirittura un ex assessore della giunta di Flavio Tosi). Insomma, visto il concreto pericolo di un poker del centrodestra (per il centrosinistra all’oggi l’unica situazione tranquilla è Castiglione della Pescaia), il Pd allarga le alleanze ben oltre i soliti confini.
Marco Simiani. Ieri Marco Simiani è tornato, a suo modo, senza polemica e/o riferimenti diretti, proprio sulla questione alleanze. Simiani parla di dinamismo del Pd. «Le fasi preelettorali – scrive il segretario del partito di maggioranza – sono così, momenti in cui le relazioni con le forze e con i movimenti che rappresentano fette di cittadini subiscono inevitabilmente un’accelerazione, si intensificano e si arricchiscono di contenuti. Il Pd sta cercando di interpretare il ricco sistema di colloqui che caratterizza questa fase. Tutto con trasparenza, piena apertura, nessun vincolo, se non quello della ricerca della condivisione di progetti di governo». Subito dopo lo stesso segretario ammette che «sono sempre più vaste le aree limitrofe agli schieramenti consolidati di centrosinistra e centrodestra» e che lì bisogna dialogare. Poi la stoccatina all’Udc e a Cerciello, l’aut aut rispedito al mittente. «Il Pd cerca punti di incontro su progetti e candidati. Nessuna forza politica può pretendere l’esclusiva rappresentanza di un’area di pensiero. In questa modalità ci riteniamo liberi di ragionare avendo saldo l’obiettivo di governare i Comuni su programmi chiari e largamente condivisi». Infine lo spot a Mascagni: «Sarà un sindaco con una grande capacità unificante, garantirà coesione».
Gianni Lamioni. E a Cerciello risponde per le rime anche Gianni Lamioni: «Sono rimasto sorpreso da certe dichiarazioni – commenta il numero uno di Confartigianato – e vorrei mettere i puntini sulle “i”. Innanzitutto si confonde Passione per Grosseto con Gianni Lamioni, identificando le due cose, ma è sbagliato. Stavolta le scelte vengono fatte da più soggetti in modo collegiale (per esempio nel raggruppamento civico c’è anche Etica, e non solo). Questo per dire che io conto per uno. Penso inoltre che ci siano persone più qualificate per dettagliare cosa è destra e cosa è sinistra rispetto a Cerciello. Il suo ultimatum non condizionerà nessuno». Lamioni aggiunge che, per rispetto di Confartigianato (che ha tra i propri associati persone che simpatizzano e militano in partiti diversi) non si impegnerà direttamente nella campagna elettorale, cioè nel ruolo di candidato. Infine conferma che i vertici di Passione per Grosseto hanno incontrato Simiani e Biliotti, «ma un rapporto, nel caso di specie personale, c’è anche con Vivarelli Colonna, che stimo e che considero un amico». Insomma l’ex presidente della Camera di Commercio non si presta alle analisi del sangue richieste da Cerciello. «Alla fine della settimana – conclude – credo che verranno ufficializzati alcuni passaggi e chiarita definitivamente la collocazione civica di Passione».
Citerni e Sabatini. Nella diatriba, dicevamo, si è inserita anche la Sinistra, per sottolineare che l’unico candidato di area era e resta Massimo Ceciarini. Parole e musica di Marco Sabatini. Il consigliere comunale di Sel Cristina Citerni, su Facebook, si rivolge invece a Simiani: «A me non risulta che il Pd sia stato contattato da soggetti della cosiddetta “sinistra diffusa”. Mi risulta invece il contrario. Prego il segretario del Pd di chiarire la circostanza, per amore di verità». Il riferimento è alle dichiarazioni rilasciate domenica al Tirreno. Il vicesindaco Paolo Borghi, sui social, commenta più o meno così: «Che Gianni Lamioni entrasse con il centrosinistra era scontato, ovvio. Gli accordi sotterranei (e non) che sono serviti per le primarie si dissolvono come neve al sole. Giuda ebbe trenta denari. Qualcuno nemmeno quelli».
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