La manifestazione
Mabro, frode in commercio Il processo riprende l’iter
GROSSETO. È tornata in Tribunale, dopo alcuni mesi, la vicenda della presunta frode in commercio che sarebbe stata messa in atto nello store Mabro di via Senese (2011-2012). Nel dicembre 2014, il...
GROSSETO. È tornata in Tribunale, dopo alcuni mesi, la vicenda della presunta frode in commercio che sarebbe stata messa in atto nello store Mabro di via Senese (2011-2012).
Nel dicembre 2014, il giudice Compagnucci aveva raccolto un’eccezione difensiva che sosteneva la necessità di un includere le novità intervenute nell’assetto per quanto riguarda le responsabilità presunte delle società interessate. Così adesso è stato emesso un nuovo decreto di rinvio a giudizio, per un processo che ieri si è aperto di fronte a un altro giudice, Marco Mezzaluna. Aperto e subito rinviato a luglio, verificata comunque la regolarità delle imputazioni.
Sono sotto accusa gli amministratori della società - Gianluca Mauro e Andrea Barontini di Prato, rispettivamente amministratore unico e fiduciario della proprietà - ma anche dei titolari della Compagnia Mercantile della lana e del cotone srl che con quella società avevano stipulato il contratto di vendita, Silvano Franchi e Alessandro Tacca di Novara, rispettivamente amministratore unico e socio. Oltre alla Compagnia della Lana è incolpata anche la Abbigliamento Grosseto, in persona del commissario giudiziale Paolo Coscione: devono rispondere del presunto illecito ammininistrativo, un’altra angolazione del reato di frode contestato ai quattro.
A far aprire il fascicolo era stata la comunicazione di reato di un ufficiale della guardia di finanza che, da semplice cittadino, si era recato in via Senese acquistando due capi di abbigliamento, da lui ritenuti difettosi. Lana invece di qualità superiore allo standard: ma la Compagnia Mercantile (che con Abbigliamento Grosseto aveva un contratto di affitto di ramo di azienda) aveva messo in vendita con l'etichetta "Mabro" capi non prodotti da Mabro.(p.s.)
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