Il Tirreno

Grosseto

Ineleggibilità del sindaco Assolti i consiglieri, paga Borghi

di Giulia Sili

L’ex primo cittadino condannato dalla Corte dei Conti, dovrà versare allo Stato 16.000 euro Lui non ci sta e promette battaglia: «A breve presenterò un esposto alla Procura di Grosseto»

3 MINUTI DI LETTURA





GAVORRANO. È stato archiviato dalla Corte dei conti il fascicolo che riguarda gli ex consiglieri gavorranesi che nel primo consiglio comunale della legislatura del 2011 votarono, all’interno della delibera di convalida degli eletti, l’eleggibilità di Massimo Borghi nel suo secondo mandato da sindaco. Borghi allora non era di fatto eleggibile perché nell’aprile di quell’anno, quando si presentò alle amministrative e divenne sindaco, presentò fuori dai tempi consentiti (un paio di giorni) l’aspettativa dal suo posto di dipendente comunale.

Per Mauro Giusti, Nicola Menale, Alessio Murzi, Gabriele Barbi, Stefano Roghi, Andrea Biondi, Antonio Melillo, oggi capogruppo di opposizione e Elisabetta Iacomelli, attuale sindaco di Gavorrano, la vicenda si è risolta positivamente: non dovranno pagare il danno erariale, di quasi 60.000 euro da dividere tra tutti, per le elezioni convocate anticipatamente nel 2013 in seguito al riconoscimento di ineleggibilità del sindaco Borghi, il quale all’opposto è stato condannato a pagarne 16.000. Così ha deciso il magistrato istruttore.

«Per me è una giornata di grande felicità – ha detto Massimo Borghi – perché il consiglio comunale non dovrà pagare. L’unico a pagare sarò io, come ho sempre detto, d’altronde avevo la certezza che non sarebbe successo nulla a nessuno».

Ma Borghi adesso vuole la verità e anticipa le mosse per il futuro: «preannuncio che tra qualche settimana inizierò un’azione molto forte perché esigo che mi venga restituita l’onorabilità sia come uomo che come politico. Quello che mi è accaduto, per un ritardo di due giorni nella presentazione di un foglio, è incredibile. Mi chiedo perché chi sapeva non ha parlato per tempo e mi ha lasciato agire, addirittura la stampa ha saputo della mia ineleggibilità prima di me ma per fare luce su questa vicende e capire cosa è veramente successo nel 2011 presenterò a maggio un esposto alla Procura della Repubblica di Grosseto perché è chiaro che c’è qualcuno che ha fatto pressioni al prefetto di Grosseto perché venisse presentato il ricorso». Ma Borghi punta anche oltre per difendere la sua reputazione: «sto lavorando con un pool di avvocati per portare il ricorso all’Aia, alla Corte di giustizia. 16.000 euro sono tanti per un dipendente comunale, sono i risparmi di una vita, ma quello che è ancora più grave è che stata intaccata la mia dignità».

Molti degli ex consiglieri comunali coinvolti in questa vicenda sono oggi vicini a Borghi, come Antonio Melillo che nel 2011 muoveva i suoi primi passi in politica: «all’epoca ero all’inizio della mia esperienza politica – racconta – ma credo che questa vicenda sia una delle più oscure della politica gavorranese. Il nostro fascicolo è stato archiviato, perché, in fondo, anche se non avessimo votato l’eleggibilità, le elezioni sarebbero state comunque da rifare. Oggi noi siamo vicini a Massimo Borghi e cercheremo, per quanto possibile, di aiutarlo a pagare quanto deve».

Anche Mauro Giusti, ex sindaco di Gavorrano ha espresso un grande dispiacere per la vicenda: «il rammarico più grosso è quello di essere venuto a sapere che si era preparato apposta un meccanismo per rovinare la persona politica e personale di Massimo. Ad architettarlo sono state persone del paese con le quali abbiamo lavorato per 30 anni insieme alla casa del popolo. Questo mi ferisce profondamente e sporca un pezzo di storia bellissimo. La politica è caduta veramente molto in basso e mi chiedo con chi ho lavorato fianco a fianco in tutti questi anni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web