Proteste
Imprenditore a giudizio Truffa per compravendite
Per Federico Clementini stralciate alcune delle accuse inizialmente formulate Il dibattimento dovrà fare chiarezza sui rapporti instaurati con Romelio Ricci
GROSSETO. Il giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci ha deciso il rinvio a giudizio di Federico Clementini, imprenditore grossetano denunciato da un’altra imprenditrice, Stefania Ricci, per truffa e falso.
Il giudice ha però dichiarato il non doversi procedere per due imputazioni, perché si tratta di questioni sotto la soglia di punibilità, e per tutte le contestazioni di falso, perché non sono più punibili per legge. C’è stato uno stralcio. Restano invece le accuse di truffa. Il dottor Compagnucci ha fissato la prima udienza dibattimentale per l’8 giugno, davanti al giudice Andrea Stramenga.
Clementini non era presente all’udienza, in cui era difeso dall’avvocato Alessandro Bertolini. Questi ha contestato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a presupposto delle richieste del sostituto procuratore Alessandro Leopizzi. Ricci, presente all’udienza, è assistita come parte offesa dall’avvocato Carlo Valle che ha insistito per l’accoglimento delle richieste della Procura.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, Clementini avrebbe raggirato Romelio Ricci, padre di Stefania (che ne è l'erede - Romelio è morto nel dicembre 2013), a proposito di numerose compravendite di terreni e posti barca (e box) per lo più localizzati all'Argentario e in un caso anche a Castiglione della Pescaia.
Clementini si sarebbe proposto a Ricci come intermediario tra la proprietà e l'acquirente ma non avrebbe rispettato gli accordi; avrebbe consegnato documentazione falsa attestante la conclusione del contratto, ad esempio quella relativa al preliminare con il prezzo pattuito, eventualmente con le quietanze dei venditori. I contratti, invece, non sarebbero mai stati stipulati e Clementini avrebbe ingiustamente trattenuto il denaro versato da Ricci a titolo di caparra per la compravendita. O almeno queste sono le convinzioni della Procura, che ha preso in esame la querela e ha elencato i 19 episodi ricostruiti anche mediante gli assegni reperiti da Stefania Ricci.
Perché presentarsi come intermediario? Perché, secondo quanto ricostruito nell'imputazione, così facendo Clementini avrebbe potuto evitare che il prezzo lievitasse: il nome di Ricci come acquirente avrebbe potuto influenzare negativamente la trattativa. E ciò sarebbe avvenuto sia per i terreni sia per i posti barca. In ciascun caso, Clementini, instaurato il rapporto fiduciario con Ricci, avrebbe prospettato l'appetibilità dell'affare, dicendo di avere i contatti giusti.
I fatti contestati sono circoscritti al periodo 2011-2013.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
