Sicurezza
I sindacati di polizia dal viceministro
Filippo Bubbico (foto), viceministro dell’Interno, sarà oggi in città per ragionare di sicurezza con i sindaci del territorio e incontrare Lorenzo Mascagni, candidato sindaco del centrosinistra. Al...
Filippo Bubbico (foto), viceministro dell’Interno, sarà oggi in città per ragionare di sicurezza con i sindaci del territorio e incontrare Lorenzo Mascagni, candidato sindaco del centrosinistra. Al viceministro Filippo Bubbico è delegato l’esercizio delle competenze nelle aree del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, del Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. La conversazione con Mascagni avrà luogo al Bar La Vasca di Grosseto alle 18 e vedrà la partecipazione di Emilio Bonifazi, in qualità di presidente della Provincia, Marco Simiani segretario e Fabio Bonazia responsabile sicurezza per il Pd. All’incontro, aperto a tutti, sono stati invitati i rappresentanti dei sindacati di Polizia. E proprio il Sap ha già inviato al responsabile sicurezza Pd un documento con alcune proposte che stasera verranno portate all’attenzione del viceministro.
«La nostra città - ha spiegato il segretario provinciale Stefano Fabbrini - ha una questura confacente alle esigenze ma non possiamo dimenticare le criticità che affliggono il settore della sicurezza, di conseguenza i cittadini. Ancora oggi in ogni capoluogo di provincia esistono ben 89 centrali operative (polizia, carabinieri, guardia di finanza, forestale, penitenziaria, municipale, vigili del fuoco, guardia costiera, polizia provinciale), tutte presenti nel capoluogo maremmano. Questo, ovviamente, comporta uno spreco di risorse immane, sovrapposizione di servizi e compiti, che non può non incidere sul buon andamento dell’operatività a discapito dei cittadini». La riforma della forestale, secondo il sindacalista, non migliora la situazione. «La proposta di chiudere degli uffici di polizia, come la postale o la squadra nautica, che assolutamente non sono dei rami secchi, ma reparti operativi - aggiunge - secondo noi non è una reale razionalizzazione delle risorse, ma solo un retrocedere nel territorio. Noi riteniamo che non sia così che si ottimizzano le risorse, come del resto non è con delle assunzioni che a malapena copriranno il 50% dei pensionamenti, che si garantisce uno standard di sicurezza accettabile».
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