Lutto
Area di sgambamento senza alcun arredo e piena di sporcizia
Esplode la protesta per la zona recintata per i 4 zampe che si trova all’ex Ilva lasciata tra degrado e incuria
FOLLONICA. Aree di sgambamento cani in degrado: sale la protesta di chi le utilizza. A Follonica esistono due zone destinate agli amici a quattro zampe, una, quella aperta da più tempo, si trova nell’ex Ilva, nella parte del complesso che costeggia viale Europa.
L’altra, realizzata da qualche anno, è nel piccolo parco tra via Atene e via Londra, in via Cassarello. In realtà fino a febbraio 2015 erano tre le aree di sgambamento: una si trovava a San Luigi ma poi, le critiche ricevute dai residenti che mai avevano digerito quell’apertura hanno avuto la meglio e la giunta di Andrea Benini ha deciso di smantellare il tutto. Bene, ora le uniche due zone dove i cani possono essere lasciati liberi non sono in condizioni ottimali, anzi: effettivamente, come sottolineato da chi le frequenta, sembrano semplicemente terreni recintati senza nessun arredo o accorgimento che possa delinearle come luoghi adatti agli amici a quattro zampe.
L’area nell’ex Ilva ha l’erba alta e un solo cestino, tra l’altro stracolmo di rifiuti e quindi fulcro di cattivi odori. Accanto al cancello d’ingresso ci sono dei pezzi di legno ammucchiati su di un lato, mentre all’interno sono presenti dei resti del vecchio cancello accostati alla recinzione.
Un tavolo e delle panche al centro e nulla di più. Di zona attrezzata per gli animali in effetti ha ben poco e per chi non sa della sua esistenza difficile sarebbe riconoscerla. Non ci sono neppure dei cartelli in vista che la segnalino. Questa la prima: a Cassarello invece al posto dell’erba alta c’è uno spiazzo di terra e molte cicche di sigaretta. I cartelli che indicano l’area e soprattutto le regole da seguire per chi la utilizza, sono coperti dalle piante. Inoltre, proprio di fronte all’ingresso dello spazio, si trovano i resti di panchine e cestini in muratura che qualcuno ha distrutto. Non solo: chi la frequenta racconta che spesso si è ritrovato costretto a raccogliere le deiezioni dei cani, lasciate da qualche padrone incivile che non le ha raccolte. «Se vogliamo per lo meno tenere pulite queste zone dobbiamo pensarci noi che le frequentiamo, perché altrimenti nessuno se ne cura – racconta una follonichese – Quello che pensiamo, io come altre persone che trovo spesso nelle aree di sgambamento, è che quando si creano certi spazi gli stessi andrebbero curati e arredati a misura di cane, altrimenti non sono definibili come aree di sgambamento attrezzate, ma sono solo pezzi di terreno recitati». Tra l’altro il Comune ha intenzione, almeno che i propositi non siano cambiati, di aprirne altre: il primo spazio individuato subito dopo la chiusura di quello di San Luigi era nel quartiere Corti Nuove, ma nel momento in cui l’amministrazione comunicò la proposta ai residenti scoppiò subito una polemica tale che l’ente decise di lasciar perdere. A novembre scorso l’assessore al patrimonio Alberto Aloisi aveva spiegato che gli uffici stavano preparando una mappatura completa della città in modo da individuare definitivamente le aree di sgambamento e non aprirle a stralci. Ancora però nulla si sa né della mappatura né delle collocazioni ipotizzate.
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