Finanza
Ormeggi sociali, le tariffe calano
Santa Liberata, il Comune rivede le quote. Poccia critico sulla gestione
SANTA LIBERATA. «In arrivo a Santa Liberata quote più omogenee per fasce di reddito». È quanto ha stabilito il Comune di Orbetello che ha deciso la modifica delle quote per il diportismo a Santa Liberata «rendendole - spiega la sindaca Monica Paffetti - più omogenee per fascia di reddito seguendo in tal modo le indicazioni delle associazioni di categoria. La rimodulazione delle quote è senza dubbio un passaggio importante - dice Paffetti - In ogni caso ad oggi sono state già presentate 120 domande ed è senza dubbio un risultato notevole. L’anno scorso i posti occupati sono stati 150 su un totale di 194 disponibili, questo significa che ci sono state molte richieste. La situazione non potrà che migliorare con queste modifiche. Su Santa Liberata - continua - il Comune è obbligato a tenere conto del valore Isee come previsto dal contratto di comodato d’uso dei pontili».
Fra le novità l’individuazione del gestore per Santa Liberata. «Sarà l’Ado - annuncia la prima cittadina - A breve partiranno gli altri affidamenti per i pontili di Talamone e dell’Albegna dove non agisce la valutazione Isee».
Sulla gestione degli ormeggi sociali da parte del Comune è invece critico Ivan Poccia, candidato consigliere per le prossime amministrative nella lista di Patto per il Futuro. «Con la conferma del parametro Isee per accedere agli ormeggi sociali - esordisce - c’è stato il crollo delle adesioni su Santa Liberata che alla scadenza del bando erano ferme a 90 contro i 194 posti disponibili». Poccia sottolinea che anche i tempi lunghi per ottenere un Isee hanno influito sulla scarsità di domande presentate. L’attenzione di Poccia è rivolta anche agli ormeggi dell’Albegna. «Anche qui - dice - le tariffe sono aumentate e siamo in attesa di conoscere le adesioni, ma quel che più preoccupa è la situazione di Talamone che è ferma e al palo. La sensazione è che vi siano problemi inerenti la volontà dell’amministrazione di variare l’assetto degli ormeggi e aumentare il limite massimo di lunghezza ammesso in deroga a una regolare ordinanza emessa dall’autorità marittima. Restiamo in attesa di vedere cosa accadrà ma sta di fatto che a oggi gli ormeggi di Santa Liberata sono in affanno e del bando di Talamone non vi è traccia». Per Poccia l’unica soluzione è «dare stabilità agli ormeggi, assegnare la gestione pluriennale alle associazioni, fare un bando unico e creare un interscambio in ambito comunale per smaltire il surplus di richieste di un sito a vantaggio di un altro che magari è in sofferenza». (i.a.)
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