Attenzione
L’Amiata vuole la sua “condotta”
Otto comuni chiedono un’associazione di tutela dei loro prodotti
ROCCALBEGNA. L’Amiata è in cerca di visibilità perché è talmente ricca di prodotti enogastronomici di gran pregio che vuole una vetrina nell’universo Slow Food che non sia nè maremmana né grossetana ma tutta sua. Sarà accontentata: l’hanno assicurato gli esperti toscani del movimento globale che ai piatti fast sostituisce la filosofia del cibo come piacere sano, ieri mattina a Roccalbegna, in occasione della firma del disciplinare che istituisce il presidio del biscotto lessato della nonna.
La condotta. Partiamo dall’inizio. I comuni amiatini – e i loro prodotti – rientrano nelle due condotte Slow Food di Grosseto, Pitigliano e Colli di Maremma. Per “condotte” si intendono le associazioni locali che raggruppano i soci che aderiscono a Slow Food; sono una sorta di unità di base.
La richiesta. Per rivendicare la centralità dei propri territori, gli attuali soci – ma anche quelli che stanno valutando l’adesione al mondo Slow Food – sollecitano da tempo la creazione, e dunque il battesimo, di una condotta autonoma, tutta amiatina.
Tanti presidi. L’idea è quella di staccarsi da Grosseto, Pitigliano e Colli di Maremma per fondarne una nuova condotta che colga e valorizzi le tipicità amiatine. La Maremma del resto è talmente ricca di prodotti che possono forgiarsi del marchio della chiocciolina di Slow Food che ci si può permettere anche un “divorzio” (per rendere l’idea, non è questo lo spirito). Pensiamo ad esempio alla carne di vacca Maremmana che il 21 dicembre 2015 è entrata nel menù e nei piatti delle trattorie toscane al top, grazie al progetto dell’Alleanza dei Cuochi di Slow Food Toscana. Pensiamo al pesce di Orbetello che ha avuto qualche mese fa lo status di Slow Food (deve essere pescato rispettando certi requisiti, quelli della pesca tradizionale lagunare). E poi c’è il presidio del pecorino a latte crudo di Maremma, ormai in dirittura di arrivo.
I magnifici otto. La richiesta che arriva dall’Amiata è dunque quella di creare una condotta in autonomia che comprenda i territori dei comuni di Cinigiano, Seggiano, Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Roccalbegna, Semproniano, Castell’azzara. E in questa direzione si sta procedendo perché la richiesta ha la sua ragione d’essere: lo hanno assicurato Fausto Costagli, ex Fiduciario del Moteregio (Massa Marittima), che da Slow Food Toscana ha ricevuto l’incarico di curare la fase di costituzione della nuova Condotta Slow Food Amiata e Fulvio Ponzuoli, dirigente della Condotta di Pitigliano e Colli di Maremma, che segue il percorso, dato che è operativo su Semproniano e sugli altri comuni con i progetti per la tutela della biodiversità.
I presidiati. Intorno a quali prodotti ruoterà la futuribile condotta amiatina? C’è l’imbarazzo della scelta: olio, pecora amiatina, razza macchiaiola, e ovviamente pecorino a latte crudo di Maremma e biscotto salato di Roccalbegna. (g.m.)
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