Sicurezza
Gabbie vuote al canile del Martellino
Gli animali sono stati portati via quasi tutti, uno sarà trasferito alla Botte. Poi lo smantellamento dell’intera area
FOLLONICA. Un solo cane è rimasto nelle strutture del Martellino: liberato quasi completamente il canile non in regola nella zona di Valle.
Si chiude così una delle vicende che ha fatto maggiormente discutere la città del golfo nelle ultime settimane: gli amici a quattro zampe, circa un centinaio, tenuti nelle gabbie nella campagna follonichese sono stati trasferiti dai legittimi proprietari altrove e adesso potranno iniziare le pratiche di smantellamento previste dall’amministrazione comunale e comunicate ai padroni degli animali da agosto del 2015.
La questione è esplosa grazie all’intervento di una veterinaria follonichese, Franca Ciani, che a metà febbraio ha denunciato le cattive condizioni in cui venivano tenuti gran parte dei cani presenti in quell’area denominata Martellino. «Le metrature pro capite non sono a norma, le superfici non sono lavabili; ci sono invece reti rugginose ed appuntite che sono pericolose per i cani, oltre a buche giganti che si allagano quando piove e dove passano topi di grandi dimensioni. Ancora ho trovato box completamente al buio anche di giorno e a mio giudizio gli animali non sono nutriti quotidianamente, anzi, a vederli pare che il cibo venga portato loro anche ogni quattro giorni. C’è anche un cane che sta morendo, non è giusto lasciarlo lì da solo al freddo».
Queste le sue parole un mese e mezzo fa: parole che non sono rimaste inascoltate, anzi. La preoccupazione degli animalisti riguardava la salute e il benessere dei cento cani tenuti in quelle strutture, non tanto i permessi o le concessioni di tali gabbie. Ma necessariamente anche l’aspetto normativo è entrato in gioco: in realtà il Comune aveva iniziato l’iter per lo smantellamento di quel canile ad agosto 2015, perché di fatto da tempo sono scadute le autorizzazioni date anni e anni fa ai padroni degli animali. Un vero e proprio caso mediatico: tra l’ira degli animalisti, verifiche dell’Asl, visite di onorevoli pentastellati, la questione è andata avanti per alcune settimane. Poi il silenzio, dovuto al timore che quei cani potessero subire le conseguenze di tanto rumore.
«Gli animali sono stati portati via tutti fatta eccezione per uno di proprietà di un’anziana che molto probabilmente sarà trasferito al canile comprensoriale della Botte – spiega il sindaco Andrea Benini – Ora abbiamo chiesto un preventivo alle Bandite di Scarlino per lo smantellamento dell’area: aspettiamo di conoscere la spesa e valuteremo come procedere». Intanto prosegue l'iter per la realizzazione nelle vicinanze di queste strutture di un canile cosiddetto sociale, dove dovrebbero poi essere custoditi i cani dei cacciatori, almeno secondo la mozione d’indirizzo approvata dal consiglio comunale ad inizio anno.
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