Il dolore
Fabbricati ecosostenibili nel Parco Centrale
FOLLONICA. Il Campus scolastico nel Parco Centrale? Un altro errore, come il taglio dei tigli, la modifica alla viabilità. Un modo per riparare c’è: realizzare le scuole con sistemi all’avanguardia...
FOLLONICA. Il Campus scolastico nel Parco Centrale? Un altro errore, come il taglio dei tigli, la modifica alla viabilità. Un modo per riparare c’è: realizzare le scuole con sistemi all’avanguardia eco sostenibili.
L’associazione ambientalista La Duna non vede e non ha mai visto di buon occhio il nuovo look dato all’area dove prima si trovava l’ippodromo dei Pini di Follonica.
«La distruzione del viale dei tigli per il raddrizzamento di via Massetana, l’eliminazione conseguente della vecchia rotonda alberata, il taglio di quasi tutti gli alberi della zona dell’area mercatale per permettere colate di cemento e asfalto, sono stati per noi errori e l’abbiamo detto e manifestato in ogni luogo. Comunque sono interventi su cui gli amministratori sono andati avanti senza ascoltare i cittadini e abbiamo dovuto prenderne atto», spiegano.
Il nuovo progetto che riguarda sempre la stessa zona è la costruzione di due edifici che andranno a ospitare le medie cittadine: un polo scolastico che ha ricevuto un finanziamento dal ministero dell’istruzione di circa 10 milioni di euro e che presto verrà realizzato. «Oggi in quel Parco si costruirà anche un polo scolastico, consumando altro suolo di una delle poche aree che poteva essere messa a verde e magari poi ci saranno altri posteggi a suo uso, cavalcavia sulla Gorella delle Ferriere, altro asfalto e cemento – dicono ancora dalla Duna - Il Comune, legittimamente, ha fatto la sua scelta, siamo coscienti che indietro non si torna e, pur ritenendolo un ulteriore errore, anche di questo ne prendiamo atto. Dato, però, che molte volte, strumentalmente, siamo accusati sapere solo criticare, lanciamo qui una proposta realistica affinché almeno da questo errore nasca qualcosa di positivo». La Duna propone quindi che i due edifici scolastici siano costruiti con tecniche di sostenibilità ambientale all’avanguardia che li rendano del tutto eco sostenibili, energicamente autosufficienti, ad impatto zero come emissioni. «Nel concreto – dicono - fabbricati dotati di pompe di calore geotermiche a bassa entalpia per riscaldamento e refrigerazione, serpentine a pavimento per un’ottimale distribuzione del calore, sistema di ventilazione meccanica controllata per evitare condense, pannelli fotovoltaici per la produzione dell’elettricità necessaria, pannelli solari per l’acqua calda, impianto di recupero e riutilizzo delle acque piovane per i servizi igienici, struttura coibentata ad hoc (magari con materiale naturale) e tripli vetri bassoemissivi per evitare la dispersione di calore».(p.v.)
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