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Sanità, incontri decisivi sul futuro del distretto
MONTE AMIATA. C’è gran fermento in Amiata per il destino del distretto sanitario che per decisione regionale sarà eliminato. A questo punto si tratta di capire dove e con chi andare per non perdere...
MONTE AMIATA. C’è gran fermento in Amiata per il destino del distretto sanitario che per decisione regionale sarà eliminato. A questo punto si tratta di capire dove e con chi andare per non perdere tutti i risultati ottenuti nel corso degli anni. Si tratta di trovare un “socio” a cui aggregarsi e che accolga, senza voler dominare, quello che fu il distretto socio sanitario amiatino. Ma non è facile. Ognuno, naturalmente, tira acqua al suo mulino. In montagna, Amiata grossetana, dunque, il coordinamento del Pd si sta muovendo per trovare una soluzione accettabile e meno cruenta possibile.
Alberto Coppi, coordinatore Pd Amiata, annuncia che «nei prossimi giorni occorrerà scegliere e sciogliere i nodi. Tre - dice - sono i nostri interlocutori principali: il distretto della Val di Chiana-Amiata senese, quello della Valle dell’Albegna e quello di Grosseto. Gli incontri, a cui parteciperemo con una delegazione politico-istituzionale, serviranno a decidere. Noi porteremo sul piatto le nostre eccellenze e pretenderemo che ci vengano riconosciute».
Ma a cosa si riferisce Coppi? La paura è che con la fine del distretto si disintegri un vero e proprio sistema, premiato più volte dalla Regione Toscana e che aveva ottenuto l’accreditamento regionale a pieni voti di tutti i presidi distrettuali socio sanitari in ognuno degli otto comuni (compreso Cinigiano che adesso è uscito dall'Unione dei comuni) che facevano parte del distretto amiatino.
«L’Amiata - incalza Coppi - ha messo in piedi un sistema socio sanitario all’avanguardia, con tante eccellenze. Lo stesso ospedale in cui spicca il settore Ospedale di comunità, la riabilitazione e altre eccellenze ha una struttura snella e a basso costo con servizi di livello. È tutto in regola per andare a contrattare con i nostri futuri partner con tutte le carte in regola e esigere il rispetto che meritiamo. Noi dell’Amiata - continua Coppi - rappresentiamo, in termini territoriali, il 20% della provincia. Con poca popolazione, è vero, ma spalmata su un’ampia fascia e che quindi deve pesare nelle scelte future». Coppi ci tiene pure a precisare che la questione distretti sanitari non tocca gli ospedali, ma riguarda la governance del territorio: «Lo voglio dire a scanso di equivoci - prosegue Coppi - che la riforma di cui parliamo non tocca affatto gli ospedali e i servizi ospedalieri. Si decide invece la governance socio sanitaria del territorio. In questo vogliamo e possiamo fare la nostra parte. Negli incontri che ci apprestiamo a fare noi porteremo le nostre esperienze, in modo che il cambiamento porti miglioramenti». L’Amiata si presenterà unita, con tutti e sette i comuni compatti. (f.b.)
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