Gioco
Organizzato un falso matrimonio
Veronica Alasia si è sposata con un migrante facendosi dare 10.000 euro
GROSSETO. «Cosa devi ciordare?», chiede Valentina, utilizzando il termine sinti che significa rubare. «I calzetti», risponde Veronica. Il colpo sta per essere messo a segno all’Ovs e la ventinovenne, l’unica single della famiglia è pronta a indossare il gonnellone per nascondere gli oggetti portati via dal negozio. «Come... Adil», ribatte la parente. «Ah! Mi darebbe altri diecimila euro, lo risposavo Adil». È uno dei passaggi delle intercettazioni telefoniche finite nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Valeria Montesarchio. A Veronica Alasia, 29 anni di Grosseto, oltre al reato di furto è stato contestato anche quello di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per 10.000 euro la ragazza aveva sposato un uomo di origini marocchine che aveva fatto ricorso al Tar dopo aver ricevuto un decreto di espulsione.
Il matrimonio era stato celebrato il 10 aprile di due anni fa. L’uomo aveva pagato 10.000 euro, soldi che Veronica aveva incassato una volta messa la firma sul certificato di matrimonio. Ma non erano state nozze per amore, quelle: la ventinovenne non solo non ha mai vissuto con l’uomo ma non c’è nemmeno mai uscita una sera a cena fuori. E durante tutta l’attività d’indagine degli uomini del Roninv, i due non si sono nemmeno mai sentiti al telefono. L’uomo non ha mai messo piede a casa della donna, nemmeno per un saluto. I carabinieri di Scansano, quell’uomo, pregiudicato, lo conoscevano bene. Viveva a Montorgiali e anche lì, nella sua abitazione, non avevano mai visto entrare o uscire alcuna donna. O almeno, non Veronica Alasia. (f.g.)
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