Il Tirreno

Grosseto

«Sarò il regista di un progetto per il futuro»

di Enrico Pizzi
«Sarò il regista di un progetto per il futuro»

Mascagni presenta il suo modello di governo «Borghi? Manterrà l’impegno, è una risorsa»

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GROSSETO. Non vuol essere un leader, l'uomo solo al comando. E se proprio leader deve essere, Lorenzo Mascagni, il candidato del centrosinistra a sindaco di Grosseto, vuole il ruolo di regista, un sindaco-regista «di un progetto che porti la classe dirigente grossetana a immaginare il futuro della città».

Mascagni segna anche così la sua differenza nel modo di approcciare la politica. «La mia - dice - è una proposta in controtendenza perché il modello del leader favorisce la cultura della delega». Il giudizio sull'amministrazione Bonifazi va dato contestualizzando i dieci anni passati nel quadro della crisi globale che ha toccato a fondo anche Grosseto. «I semplificatori - spiega Mascagni - diranno che se Grosseto è in crisi la colpa è di Bonifazi, ma ai semplificatori dobbiamo ricordare che in tempi di tagli ai trasferimenti statali e di crollo degli oneri di urbanizzazione, questa amministrazione ha consentito al tessuto sociale cittadino di tenere. E se le critiche arrivano dal centrodestra, voglio ricordare che dietro a Vivarelli Colonna ci sono tutti coloro che hanno lasciato un Comune fortemente indebitato: oggi abbiamo un bilancio in ordine, e questo anche grazie a Paolo Borghi».

Su una cosa semplifica Mascagni, ed è il quadro che avranno davanti gli elettori a giugno. «I grossetani avranno tre possibilità di scelta. Possono scegliere il centrodestra, che però mi pare essere solo interprete dello stato d'animo di gente incattivita dalla crisi, da fenomeni come l'immigrazione, e il limite del centrodestra, di una sua parte preponderante almeno, è proprio quel lavorare solo sulla rabbia e la paura della gente. Oppure i grossetani possono scegliere il Movimento 5 Stelle, che fa dell'assemblearismo permanente il proprio metodo, secondo me inconcludente, come dimostrano in quei pochi Comuni in cui dovrebbero governare. Poi ci siamo noi, il centrosinistra, la forza di governo che nel momento della crisi ha garantito tenuta al Paese e alla nostra città. Io proverò a metterci del mio, provando ad avere uno sguardo lungo sui problemi».

Al centro del programma che il centrosinistra sta costruendo Mascagni pone il tema dello sviluppo e disegna, per il Comune, il ruolo di facilitatore. «Possiamo lavorare - dice - su semplificazione amministrativa e incentivi fiscali per rendere più conveniente investire qui», poi dice no a nuove abitazioni nelle aree del demanio militare che si liberano in città, piuttosto spazi per investimenti in imprese ad alto contenuto tecnologico. Ma il nodo centrale per lo sviluppo, secondo Mascagni, è il completamento del corridoio tirrenico e della Due Mari. E c'è poi il turismo: c'è bisogno di dotare le frazioni balneari di maggiori e migliori servizi, da un'area per spettacoli alle attrezzature per gli sport in spiaggia.

Campagna elettorale iniziata, dunque, ma anche da un punto di vista politico qualche nodo da sciogliere c'è ancora. Innanzitutto quello di una possibile lista del sindaco. A Mascagni piacerebbe, ma la decisione non sarà solo sua. Lo stesso per quanto riguarda il possibile ampliamento della coalizione.

E per quanto riguarda Borghi? «Tra le regole delle primarie - ricorda Mascagni - c'era quella per cui chi avesse perso avrebbe sostenuto l'altro. Sono convinto che Paolo manterrà il suo impegno. Io farò di tutto per ricomporre il quadro di unità, ma non ho promesso niente a nessuno e il mio impegno non sarà nel fare accordi di potere, ma per valorizzare tutte le risorse, e Paolo è una risorsa».

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