Sicurezza
Avvistamenti al picnic e ululati: è “psicosi lupi”
Pasquetta con incontro ravvicinato di canidi per un gruppo di persone a Pomonte Nel Mancianese allevatore racconta la strategia antipredazione dei suoi maiali
SCANSANO. Ululati di notte, avvistamenti di non meglio precisati canidi di giorno: ormai è psicosi lupo.
Sulle rive dell’Albegna, vicino a Pomonte (Scansano), è stato un lunedì di Pasqua con sorpresa. Due animali, due cani ma dall’apparente aspetto di lupi, vengono avvistati a pochi metri di distanza da dove un gruppo di sei, sette amici sta facendo il picnic. E, in tempi in cui gli attacchi di lupi e cani inselvatichiti alle greggi sono quotidiani, l’incontro è tutt’altro che piacevole.
Matteo Olivagnoli ha alzato gli occhi e li ha visti scendere lungo il pendio e ha gridato per avvertire gli altri. «Dapprima non ci credevano – poi li hanno visti anche loro. Erano a pochi metri di distanza da noi. Uno scuro e l’altro rossastro. Quando ci hanno visti ci hanno fissati per un po’, poi di fronte alla nostra paura mista a stupore, hanno sostato un po’, per nulla intimoriti e poi se ne sono andati. Io sono cacciatore e sono abituato agli animali. Ma questi no. Ne avevo sentito parlare, ma trovarseli davanti non è piacevole. La paura c’è. E parecchia».
Gli avvistamenti, anche di giorno, sono molto frequenti. «Credo che queste bestie comincino a costituire un pericolo per tutti – dice ancora Matteo – Oltre tutto sulla sponda dell’Albegna c’era molta gente a Pasquetta. E diventa rischioso avventurarsi in campagna».
D’altra parte, la zona di Pomonte e tutta quella dello Scansanese e del Mancianese è ormai piena di ibridi e lupi. Gli allevatori li sentono ululare e li vedono anche in mezzo ai prati e vicino ai poderi.
Michele Mattu, ad esempio, che ha il podere vicino a Saturnia (Manciano) dallo scorso ottobre tutti i giorni li sente e li vede. «Ho una mandria di vacche – racconta – e loro ci vanno nel mezzo. Prima erano in tre e adesso sono due e forse c’è pure un cucciolo, perché vi sono le tracce. La sera del Venerdì santo ne ho visti due fra le mucche. Le quali, però, si difendono bene, tanto che i maiali che possiedo per ripararsi si imbrancano con le vacche. Poi verso le 20, dopo che se ne erano andati, li ho sentiti ululare. Come quest’inverno, quando sembrava si chiamassero fra di loro. Le mie mucche sono spaventatissime e i maiali cercano solo la compagnia delle vacche. Mai visto prima».
Gli fa eco Eros Giomarelli, con l’azienda fra Manciano e Scansano, lungo il torrente Fiascone. «Li sento ululare fin da novembre e dicembre – dice – Sono certissimo che sono loro. In questa zona ci sono di continuo. Ne vedo le tracce. Sono due o tre. L’ululato rimbalza dall’uno all’altro e non si dorme. Non dormono le pecore e non dormiamo noi. Quando ho avviato l’azienda qui era un paradiso. Con le pecore ho tirato avanti la famiglia con soddisfazione e passione. Adesso dico: che schifo».
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