Il Tirreno

Grosseto

«A breve test sull’efficacia delle recinzioni»

«A breve test sull’efficacia delle recinzioni»

La dottoressa Salvatori (Ibriwolf, Medwolf) lavora da anni su recinzioni e guardiania: «Unico rimedio»

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GROSSETO. La drammatica situazione degli allevamenti del Grossetano è ben nota agli operatori dei progetti Ibriwolf e Medwolf, progetti che mirano l’uno a salvaguardare la purezza del lupo e l’altro a cercare di far convivere la presenza di questo animale con l’attività di allevamento. Progetti che, d’altro canto, molti allevatori criticano apertamente considerandoli inefficaci.

«Sappiamo che la situazione degli allevatori della provincia di Grosseto è molto problematica», conferma la dottoressa Valeria Salvatori, project manager di Ibriwolf e responsabile di Medwolf. «Purtroppo – prosegue – le predazioni non potranno essere eliminate, ma diventare sostenibili con le metodologie messe in campo. Recinzioni, cani da guardiania e sorveglianza a vista dei pastori. Metodologie sulle quali stiamo lavorando da anni e di cui testeremo l’efficacia a breve, mettendo pure a confronto le aziende che hanno queste protezioni con quelle che non l’hanno. Cominceremo a valutare a breve».

Anche l’esperta di Medwolf, dunque, tiene a sottolineare che se il gregge è protetto da reti, i predatori si rivolgono altrove, ma riconosce che data l’estensione dei pascoli nel Grossetano, non è possibile recingere tutto.

«Si potrebbe pensare a recinzioni a rotazione – dice Salvatori – a seconda di dove il pastore sistema il gregge. Sappiamo bene che c’è un sovraccarico di lavoro per gli allevatori e ci vogliono grandissimi investimenti, anche se le reti in buona parte li finanziamo noi. E sappiamo anche che non sono soluzioni risolutive. Però, le recinzioni, unite ai cani da guardiania e alla sorveglianza personale del pastore, potrebbero fare la differenza».

E a proposito dei cani da guardiania che stanno diventando un problema per chi passeggia o va in bicicletta o fa escursioni, aggiunge: «I cani sono da educare. Se un cane diventa aggressivo va corretto. A breve incontreremo anche ambientalisti e escursionisti per insegnare loro come comportarsi in caso di un cane pastore».

Un piccolo vademecum: «Bisogna fermarsi – dice Salvatori – perché il cane pastore difende il gregge. Certo, i pastori si devono assumere anche questa responsabilità, che oltre l’investimento da fare implica una continua sorveglianza dei comportamenti del cane».

E infine l’esperta a proposito degli ululati dei lupi e dei canidi spiega: «L’ululato è utilizzato per avvisarsi a vicenda e rafforzare il branco. I lupi sono animali territoriali e dunque se si accorgono che altri branchi stanno entrando nel loro territorio, avvertono i membri del loro gruppo. Tramite gli ululati – dice – con tecniche particolari, siamo in grado di contare i nuclei riproduttivi dei lupi in quel dato territorio». (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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