Il dolore
Pasti per i bisognosi cucinati in parrocchia
FOLLONICA. Quasi 21.000 pasti serviti dalla mensa dei bisognosi nel 2015: adesso parte di quelle pietanze arriveranno direttamente dalla cucina della chiesa di San Paolo della Croce e non più da una...
Quasi 21.000 pasti serviti dalla mensa dei bisognosi nel 2015: adesso parte di quelle pietanze arriveranno direttamente dalla cucina della chiesa di San Paolo della Croce e non più da una azienda esterna. Nel 2016 la preparazione dei piatti che ogni giorno vengono distribuiti nei locali di via Piave dal Coordinamento interparrocchiale follonichese sarà totalmente gestita nello spazio della parrocchia di via Chirici, quindi non sarà più la ditta incaricata dall’amministrazione comunale a fornire parte dei cibi ma sarà tutto coordinato dai volontari.
Trentamila euro dati dal Comune di Follonica per circa 6.200 pasti all’anno che andavano fino ad oggi a rafforzare un servizio rivolto ai più bisognosi che va avanti non solo grazie al contributo comunale, ma grazie al sostegno della Diocesi di Massa Marittima e Piombino, dell’Unicoop Tirreno, di altre aziende della zona e delle donazioni di privati.
I pasti infatti serviti alla mensa dei bisognosi nel 2015 sono stati quasi 21.000: il 59% dei fruitori è straniero, il restante italiano.
Nella sede di via Piave però, in base a una nota dell’amministrazione comunale dell’agosto scorso, non è più possibile riscaldare i cibi che arrivano per esempio dalla Coop, perché venivano prodotti odori e fumi che creano disagi al vicinato.
Da qui la necessità per il Coordinamento di trovare una soluzione definitiva. Così dall’inizio del 2016 l’associazione ha iniziato a sistemare la cucina già presente nella parrocchia di San Paolo della Croce, questo per rendere possibile la preparazione dei pasti direttamente in quelle stanze e per poi portarli, sempre grazie al contributo dei volontari, nella sede di via Piave dove vengono consumati.
Una soluzione questa che rende quindi non più necessario il sostegno di un’azienda esterna, perché con quella cucina i follonichesi che operano per la mensa possono fare tutto da soli, assumendo una cuoca e occupandosi dei trasporti e della distribuzione. Ma il contributo del Comune comunque serve ancora: la richiesta dell’associazione di volontariato è che invece di dare quel denaro alla ditta che preparava le pietanze indirizzarli direttamente al Coordinamento per pagare le spese che comporta la gestione in proprio del servizio. Sono necessari infatti non solo gli spazi ma anche la formazione per i volontari addetti alla cucina. L’amministrazione ha approvato la richiesta del Coordinamento e saldati primi tre mesi all’azienda che ha fornito i pasti da ora in poi darà direttamente il contributo all'associazione, che svolge un compito importantissimo nel territorio follonichese. (p.v.)
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