Sicurezza
«Il ristorante andrà rifatto in legno»
Dopo il crollo alle Rocchette il Comune promette autorizzazioni veloci ma precisa: ora vale il Regolamento urbanistico
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «Il Comune di Castiglione della Pescaia è disponibile a convocare una conferenza dei servizi in tempi stretti per permettere ai titolari delle Rocchette di rifare la struttura. Ma, bene inteso, il nuovo stabilimento non potrà essere fatto come quello vecchio ma dovrà seguire le nuove regole del Regolamento urbanistico: più basso e in legno».
L’assessore all’edilizia privata del Comune di Castiglione della Pescaia, Fabio Tavarelli, tende la mano dell’amministrazione ad Alessandra Bianchi, titolare dello stabilimento balneare e ristorante Le Rocchette, nell’omonima frazione balneare di Castiglione, crollato la domenica di Pasqua.
Poteva essere una strage: alla fine del pranzo, con decine di persone a tavola, il pavimento in cemento armato, appoggiato su piloni anch’essi in cemento armato, ha ceduto di colpo e, staccandosi lungo i due lati esterni, è precipitato a 45 gradi sulla spiaggia sottostante, restando attaccato per un lato alla struttura.
Per fortuna il salto è stato tutto sommato modesto: alcune persone sono rimaste contuse e sono bastate alcune medicazioni sul posto.
La pm Laura D’Amelio ha aperto un fascicolo per accertare le cause crollo, ma non ci sono indagati né, al momento, risultano conferiti incarichi o perizie. Gli elementi raccolti sono scritti nel verbale redatto subito dopo il crollo dai vigili del fuoco che si concentra sullo stato del ferro all’interno dei piloni e del pavimento, apparso arrugginito.
Proprio un mese fa la titolare del ristorante ha presentato al Comune la richiesta di rifare la struttura e la scorsa settimana ha inoltrato un’integrazione. I lavori sarebbero dovuti iniziare a ottobre ma il crollo ha, ovviamente, mandato all’aria i programmi.
«Speriamo che l’amministrazione ci dia una mano con i tempi dei permessi per riaprire in tempo per l’estate», era stato uno dei primi commenti a caldo della donna.
Da parte del Comune c’è la massima disponibilità, ma con una clausola precisa: il nuovo stabilimento Le Rocchette non potrà più essere quello che è stato fino a oggi.
«Metteremo in atto una veloce procedura in conferenza dei servizi – spiega Tavarelli – alla quale sono chiamati diversi soggetti. Quel posto ricade infatti sotto la competenza di demanio, dogana, capitaneria, provincia, soprintendenza, comune, genio civile. Va da sé, però, che se i proprietari hanno intenzione di rifare la struttura dovranno seguire le nuove regole».
Il Regolamento urbanistico di Castiglione della Pescaia, in vigore dal 2014, prevede che le strutture sulla spiaggia (regolamentate nelle Linee guida per la redazione del piano di utilizzo delle aree demaniali, al capo A dell’allegato B del Regolamento) possano continuare a essere costruite su palafitte, ma devono essere alte al massimo 3,5 metri. I piloni su cui poggia il pavimento, poi, non possono superare gli 80 centimetri.
«La nostra spiaggia in alcuni tratti è piccola – spiega Tavarelli – e l’obiettivo dell’amministrazione è quello di garantire la visuale panoramica del mare da terra e dell’abitato dal mare».
Ma non solo. Il Regolamento urbanistico prevede esplicitamente che «le strutture di servizio alle attività dovranno essere realizzate in legno» e che «la costruzione di piattaforme e manufatti di servizio agli stabilimenti balneari e le strutture sul demanio in genere, dovrà essere quanto più possibile progettata e realizzata utilizzando materiali naturali».
Insomma, niente più cemento armato, che il Ru prevede «esclusivamente per le strutture di fondazione delle piattaforme di alloggio».
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