La manifestazione
«Aggrediti e minacciati in mezzo alla strada»
Partite le querele dopo la furibonda lite con calci, pugni e offese scoppiata qualche giorno fa
GROSSETO. Ha aspettato qualche giorno, poi, assistita dall’avvocato Paola Tamanti, ha deciso di rivolgersi alla polizia municipale che era intervenuta per quello che doveva essere un incidente e che invece si era trasformato in una vera e propria zuffa nel mezzo di strada.
Era sabato 19 marzo quando un uomo di 35 anni, insieme alla sua fidanzata stavano rientrando sulla strada con la loro Renault Twingo all’altezza di largo Manetti.
Poco più avanti, dal marciapiede dove ci sono i bidoni della spazzatura è spuntato un uomo che ha attraversato improvvisamente la strada. «Il mio ragazzo - ha fatto mettere la donna a verbale - ha sterzato a sinistra per non investirlo, senza la necessità di una manovra brusca. Ma l’uomo che era dalla parte dell’auto dove ero seduta io, ha sferrato due calci allo sportello destro». Insieme ai calci verso lo sportello dell’auto, avrebbe cominciato anche a offendere i due. Il fidanzato della donna si è fermato, parcheggiando dopo i bidoni ed è sceso per accertarsi che la sua auto non fosse stata danneggiata. «Io sono rimasta dentro e ho visto arrivare da dietro l’auto un altro uomo - dice ancora - che poi ho saputo essere il padre del ragazzo che aveva preso a calci l’auto. Si è avventato al collo del mio fidanzato, strattonandolo, strappandogli la maglietta, mentre il figlio lo ha colpito con un pugno al naso. Sono scesa per chiedere aiuto e il mio fidanzato mi si è messo davanti». Al fidanzato della donna sanguinava il naso e dal circolo tennis Manetti erano uscite in strada diverse persone, richiamate dalle sue grida che hanno allontanato i due uomini. Ma proprio quando la situazione sembrava essere rientrata, padre e figlio avrebbero cominciato a minacciare la coppia: «Io vi ammazzo, non sapete chi sono io, io vi sparo, ho la pistola e vi ritrovo». E ancora: «Vi si farà pagare, vi ammazzo, questa cosa non finisce qui».
Le persone che erano intervenute stavano cercando di tenere fermi i due. «Il padre continuava a inveire contro di me, il figlio - ricorda la ragazza - è riuscito a divincolarsi e mi ha afferrata per il collo stringendo e urlandomi “ti ammazzo”». Le persone che erano intervenute sono riuscite ad allontanare i due uomini e la donna ha chiesto che fossero chiamati i carabinieri che sono arrivati subito in via Manetti, insieme alla polizia municipale. I due aggressori si stavano allontanando, quando qualcuno che era sulla strada ha urlato che fossero fermati.
«In quel momento il figlio è tornato indietro, ha sferrato un cazzotto alla nuca del mio fidanzato - dice - e un calcio dietro le ginocchia. È caduto per terra privo di sensi e lui ha continuato a picchiarlo selvaggiamente. Mi sono chinata per fermarlo, ma lui mi ha afferrata per il collo e mi ha scaraventata contro la nostra auto». Sono stati minuti lunghissimi, di terrore. Di violenza esplosa in mezzo alla strada. «Per fermarlo si è messa tra noi una donna della Croce Rossa - dice ancora la donna che si è rivolta all’avvocato Paola Tamanti - il mio fidanzato è stato portato al pronto soccorso e anche io». All’ospedale è finito anche uno degli uomini che avrebbe aggredito la coppia, il più giovane. (f.g.)
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