Attenzione
Addio Sesto La Maremma perde la voce
È morto Vergari, fratello del poeta Morbello e con lui anima storica del Coro degli Etruschi
GROSSETO. Lutto nella maremma del canto e della musica popolare. Se ne va, a 78 anni, Sesto Vergari, la voce per eccellenza del Coro degli Etruschi. Fratello del grande Morbello Vergari, era nato al podere Sasso Grosso di Roccalbegna e poi sceso in Maremma con la famiglia, cambiando vari poderi, per arrivare, alla fine, al podere Mota degli scavi di Roselle dove a lungo abitò coi fratelli Morbello e Orlando e la famiglia.
Il sesto figlio di Candido Vergari e di Giustina Baccetti si chiamerà Sestilio, ma in casa lo chiameranno “Sesto” e a tutti sarà poi conosciuto con questo nome. «Era fratello di Morbello – rammenta Corrado Barontini, uno dei fondatori storici del coro degli Etruschi – ed era la voce fondamentale del coro: straordinario interprete di “Maremma Amara” aveva, con la propria voce, realizzato una versione originale di questo antico canto d’amore, nel rispetto della tradizione interamente legata alle vicende e alla storia della Maremma».
Barontini racconta anche come la studiosa Francesca Breschi abbia trascritto questa versione di Maremma amara, considerandolo il documento più bello in assoluto riguardo a questa canzone popolare.
«Sesto – continua Barontini – aveva dato a questo brano un’impronta accorata e unica, interpretando la storia vera della Maremma e del suo duro lavoro». La voce di Sesto era molto particolare, con capacità di vocalizzi altissimi e modulazioni di difficile esecuzione ed era anche uno stornellatore ed eseguiva gli stornelli con spirito satirico ed ironico «come quella volta a Doccia – racconta Barontini – uando fu sfidato da una vecchietta abilissima a stornellare e Sesto fu divertente e capace di inventare all’impronta, abile a riportare a un mondo antico e lontano che riviveva grazie a lui. ILlsuo strumento era la voce. E fu pure un innovatore. Ha avuto “provate” eccellenti. Era proprio alle prove che lanciava le sue idee. Per esempio nella canzone “Bella ti do”, grazie ai suoi suggerimenti, tutte le voci del coro vengono esaltate, dal basso al falsetto».
Sesto nasce l'11 marzo del 1938 in una famiglia di agricoltori nel podere Sasso Grosso (di fronte al grande bosco di Faeta, nel comune di Roccalbegna) e seguendo la sorte della famiglia, cambierà diversi poderi sino ad arrivare a fare il contadino al podere Mota, agli Scavi di Roselle. Era il 1955. Dopo alcuni anni, con la moglie Enza, prenderanno casa a Batignano dove è vissuto sino alla fine. Dalla loro unione nasceranno i figli Marco, Roberto e Stefano.
«In molte incisioni del coro, Sesto ha fatto da “primo” dando un’impronta personale ai brani da lui interpretati con la grande sensibilità che lo distingueva. Anche nei controcanti il timbro della sua voce è sempre riconoscibile nei vocalizzi alti che sapeva raggiungere senza prevaricare le altre voci. Di lui rimangono molte incisioni (“La Maremma inCanta”, “In Maremma” e l’ultimo cd, “Quando vai in Maremma” uscito per i 40 anni del Coro). I brani da lui interpretati divengono un punto di riferimento per quelli che vorranno avvicinarsi al mondo del canto popolare. Inconfondibili le interpretazioni (oltre Maremma Amara) di “Sòra padrona”, “Vien la primavera”, “La Monacella”, le “Ninne nanne”... E non ultimi gli Stornelli, dei quali era un vero maestro.
«Addio, amico Sesto. Grazie per la tua lezione di canto e di vita dal Coro degli Etruschi», chiude Barontini.
I funerali saranno celebrati oggi alle 15 nella chiesa di Batignano. Poi la cremazione.
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