Sicurezza
Accoglienza profughi Fedeli: «Contro di me solamente calunnie»
L’ex responsabile della onlus replica alle accuse di Ghionzoli Il 7 aprile un incontro in commissione a Firenze
GROSSETO. Di recente è stato aperto un contenzioso, una causa, tra gli ex dipendenti dell’associazione Partecipazione e Sviluppo (onlus lucchese che si occupa in Maremma dell’accoglienza dei richiedenti asilo) e i suoi vertici. Sulla questione ha deciso di parlare Luciano Fedeli, a lungo responsabile delle attività della associazione nel comprensorio grossetano. Fedeli prende spunto da una recente intervista al Tirreno in cui il presidente di Partecipazione e Sviluppo, Alessandro Ghionzoli, parlava del libro scritto dal giornalista e direttore del Tg4 Mario Giordano (libro dal titolo “Profugopoli”).
«Personalmente – attacca Fedeli – porto molto rispetto per quelle persone (ringraziando il cielo ce ne sono molte) che regalano il proprio tempo, e spesso ne fanno ragione di vita, per aiutare il prossimo. Chiunque esso sia, da qualunque parte venga, senza guardare a religioni, razze, appartenenze. Porto meno rispetto, invece, a chi usa questi valori in teoria e nella pratica invece agisce in modo diverso».
«Il presidente Ghionzoli – prosegue Fedeli - si è riscaldato molto per le citazioni sul libro “Profugopoli”, ritenute da lui false e compiute da un giornalista che fa da spalla alla Lega. In realtà è vero che grazie ai profughi l’associazione ha visto moltiplicare il suo bilancio in pochi anni. Nel 2013 il bilancio di Partecipazione e Sviluppo era di poco più di 100.000 euro, nel 2016 l’associazione incasserà oltre 3 milioni di euro. Sarà interessante sapere dove saranno destinati questi soldi. Un esempio: i rimborsi dei volontari sono legati esclusivamente alla gestione dei profughi? Per quali importi e a chi?»
Altra riflessione di Fedeli riguarda la natura giuridica dell’associazione. «Trattandosi di una onlus - dice a questo proposito -, quando ci sono da pagare stipendi e fornitori, l’associazione lamenta di non avere liquidità, perché le Prefetture pagano in ritardo. Così, mentre da una parte gode dei benefici di legge, dall’altra scarica su lavoratori, fornitori e privati gli oneri dell’accoglienza. Nel contempo ci si sforza di imitare il comportamento di aziende vere, non tenendo presente che sono tante le aziende a sognare quei bilanci e a non godere di agevolazioni, pagando invece le tasse, applicando contratti di lavoro ai dipendenti, onorando e sopportando importanti costi per stipendi e pagamenti dei fornitori; insomma assumendosi in toto il rischio di impresa».
Fedeli racconta poi che a maggio 2015 Emanuele Ghionzoli, all’epoca presidente dell’associazione, si dimise perché oberato dal lavoro e lontano dalla Toscana. «L’assemblea dei soci, con nove persone presenti, elesse presidente il padre Alessandro. A giugno Emanuele si dimise anche come socio e per premiarlo gli fu proposta l’assunzione a tempo indeterminato come direttore generale. Se fosse rimasto socio non avrebbe potuto entrare in pianta organica perché vietato dallo statuto. La proposta fu accettata ben volentieri da Emanuele Ghionzoli, che all’oggi è l’unico dipendente con un contratto di lavoro serio. Mi chiedo se quel ruolo, avendo già Ghionzoli junior molto lavoro, non potesse essere affidato a uno dei tanti giovani non stabilizzati...»
Ma non finisce qui. Fedeli va avanti e racconta che Emanuele Ghionzoli da quel momento si vede poco in continente: «Resta in Sardegna e percepisce il suo stipendio, seguendo la gestione di ben tre profughi! Sulla terraferma intanto Partecipazione e Sviluppo promette importanti investimenti a Volterra e Montieri, che poi però vanno in fumo restando solo promesse».
Nel 2015, per la cronaca, contrariamente a quanto afferma Alessandro Ghionzoli, l’associazione non prende nuovi incarichi né a Sassari (ultima) né a Lucca. «Solo a Grosseto – precisa Fedeli - arriviamo primi grazie al progetto presentato dai maremmani, quei maremmani che a dicembre vengono poi mandati a casa. E’ a questo punto che entra in gioco la Cosmos, impresa citata nel libro di Mario Giordano e facente capo a Emanuele Ghionzoli. La Cosmos sbarca a fine dicembre nella sede operativa di Prata assumendo personale. Protagonista il socio e amico di famiglia dei Ghionzoli, Matteo Tronchetti».
Fedeli racconta anche di un’ispezione della Direzione provinciale del Lavoro nella struttura di Roccastrada, ispezione che si concluse con la scoperta di due volontari non regolari. Ed è proprio a margine di questo passaggio che Fedeli si sfila dall’associazione e ne contesta i metodi. «A questo punto – conclude – contro il sottoscritto e contro tanti di quei giovani sottopagati e con contratti non conformi al lavoro svolto inizia una campagna denigratoria. A nulla servono i tentativi di mediazione del sindacato e la conciliazione tentata dal nostro legale. A me viene assegnato il ruolo di regista: i ragazzi sono trascinati da Fedeli, Fedeli è il responsabile, Fedeli ha condizionato i dipendenti (come se fossero incapaci di ragionare) ed altro ancora. Ovviamente non è vero. E lo dimostrerò nelle sedi opportune».
Fedeli, in conclusione, chiede che si porti rispetto a un territorio, alle istituzioni e ai cittadini. Annuncia che combatterà, quindi, per ottenere la verità e ciò che spetta a chi ha lavorato. Il 7 aprile è fissato un incontro a Firenze, in commissione, ma della questione relativa alla gestione dei richiedenti asilo in provincia di Grosseto sono stati investiti anche alcuni parlamentari.
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