Il Tirreno

Grosseto

Predatori all’attacco Due aziende colpite

di Fiora Bonelli
Predatori all’attacco Due aziende colpite

Pasqua di sangue nel Mancianese: uccisi quattro capi, altri sono dispersi Il pastore, sotto choc, tampona un’auto: «Così non riusciamo ad andare avanti»

2 MINUTI DI LETTURA





MANCIANO. Pasqua di sangue nei poderi maremmani: predatori attaccano greggi e lasciano sui prati pecore sgozzate e sbranate. Altre, disperse.

Venerdì e sabato scorsi è toccato all’azienda di Liciano Faenzi, in località La Ballerina, a Montemerano, a due chilometri da Manciano. Un’azienda che ha subito in questi ultimi tempi attacchi a non finire, anche quotidiani, con notevoli perdite in termini di capi uccisi e aborti e perdite consistenti di latte nelle pecore rimaste.

«Negli ultimi giorni – racconta Faenzi – abbiamo sofferto cinque o sei attacchi. Questa settimana santa per ben due volte si è ripresentato il predatore. E dovevano essere più di uno. Il venerdì ne ha sgozzata una e due il sabato notte. Le ha lasciate nel campo mangiate per metà e io mi chiedo come si deve fare».

Il giorno dello smaltimento, mentre le portava al cimitero del caseificio di Manciano, Liciano Faenzi ha anche avuto un incidente. «Ho pure sbattuto con la macchina tanto ero disperato – dice –. Qualcuno che non conosce il nostro mestiere dice che bisogna lasciar fare i predatori, che fanno il loro lavoro e bisogna salvaguardarli. Io dico che sono i “lupi” che vengono nelle nostre proprietà e dovremmo essere noi a difenderci. Ma si sa. Oggigiorno va tutto a rovescio».

Identica strage nell’azienda di Maria Bordo, in località Perucci a Saturnia, sempre nel comune di Manciano.

«Le avevamo lasciate andare al pascolo la mattina – racconta Antonio Bellucci, il marito di Maria, a proposito delle pecore del suo gregge – e si erano dirette giù verso il fiume Fiascone. Una vi ha trovato la morte, sgozzata, altre due sono disperse. E pensare che la stessa mattina avevo avvisato un mio vicino che attorno alle sue vacche stava muovendosi un predatore».

Le vacche, molto grandi, sono riuscite a cacciarlo. «Poco dopo – prosegue il signor Bellucci – ho scoperto che forse lo stesso predatore o altri, non so, mi aveva fatto fuori tre pecore. Una situazione drammatica la nostra perché tutti i giorni o quasi ne sparisce qualcuna. Gli avvistamenti di predatori sono regolari, ma tutto è inutile».

«Siamo alle solite – commenta Virgilio Manini, storico allevatore di Saturnia e presidente del comitato Agnello Igp – ogni giorno predazioni, ogni giorno perdite. Ci vogliono far chiudere. Ebbene noi non molliamo. A giorni i nostri agnelli Igp saranno a Vetrina Toscana, a favore di un’associazione umanitaria. Mentre altri fanno allevare lupi, noi continuiamo a allevare agnelli. Una lotta impari, ma ce la dobbiamo fare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa