Sicurezza
Cgil, raccolta firme contro i voucher
Grosseto, ai buoni lavoro è dedicato uno dei quesiti referendari della Carta dei lavoratori lanciata dal sindacato. Dal 9 aprile i gazebo
GROSSETO. Trecentosei assemblee in cinquanta giorni. Alcune si sono svolte in azienda appena smontati dal turno notturno. Altre sono state organizzate di fronte a una platea antologica che ha messo insieme le lavoratrici delle pulizie e i dirigenti di banca. La Cgil grossetana sta scommettendo parecchio sulla nuova Carta dei lavoratori: o meglio, la Carta dei diritti universali del lavoro; a centinaia – 306 – sono stati gli incontri organizzati in Maremma – nei luoghi frequentati dai lavoratori e dai pensionati – per far conoscere il documento. Dal 9 aprile questa carta la troveremo nei gazebi che spunteranno in tutta la Provincia
Tre quesiti. La Carta dei diritti universali del lavoro – presentata a Roma a gennaio 2016 – è una sorta di nuovo statuto con cui il sindacato punta a tutelare i lavoratori “di serie B” (in termini di diritti): il popolo dei precari in genere, le Partite Iva, i co.co.co, chi viene pagato con i voucher. E proprio allo strumento dei buoni lavori – in Toscana nel 2015 ne sono stati venduti 8 milioni, di cui 600.000 euro “ritirati” da datori di lavoro in provincia di Grosseto – è dedicato uno dei quesiti referendari legati a doppio filo alla Carta. Ecco attraverso un “plebiscito” che cosa si chiede. Primo: l’abolizione dello strumento del voucher. Secondo: l’introduzione della “responsabilità solidale” del committente negli appalti (significa che anche il committente risponde, in caso, ad esempio, di ribassi d’asta eccessivi). Terzo: il licenziamento discriminatorio.
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Anti voucher. In Maremma uno dei temi più sentiti è senza dubbio quello dei voucher. Nel settore turistico maremmano nel 2015 ne sono stati venduti più di 130.000; e in agricoltura ne sono stati impiegati 11.652. Da questi dati – comunicati da Cgil – emerge dunque che anziché assumere un cameriere, una receptionist o un portiere d’albergo con un contratto da lavoratore subordinato (pur a termine) si decide di pagarlo a voucher. È un sistema ormai fuori controllo, di cui è consapevole anche il Governo, tant’è che il ministro Poletti ha preannunciato un nuovo decreto con regole più stringenti che deve rispettare il datore di lavoro che ricorre al voucher: le aziende dovranno comunicare preventivamente, in modalità telematica, il nominativo e il codice fiscale del lavoratore per il quale verranno utilizzati i voucher, insieme con la data e il luogo in cui svolgerà la prestazione lavorativa e la sua durata.
L’opinione. «Non possiamo “parametrare” le nostre iniziative – dice il segretario provinciale della Cgil Claudio Renzetti – in base agli annunci (il riferimento è a quello di Poletti). Il nostro obiettivo è arrivare a una legge d’iniziativa popolare per cui bastano 50.000 firme. L’auspicio è che in Parlamento si parli di questi temi. La raccolta delle firme, che anche in Maremma comincerà il 9 aprile, è finalizzata alla “Carta”, mentre i quesiti referendari sono un pungolo. Se non si dovesse arrivare a risultati secondo noi soddisfacenti, allora useremo altri strumenti» inclusa la richiesta referendaria di abolizione dei buoni lavoro. A chi fosse interessato, dunque, occhio ai gazebi.
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