Gioco
Legge Boschi-Renzi conto alla rovescia per la raccolta firme
Il Coordinamento Grossetano per il “no” al referendum annuncia battaglia. Gli obiettivi e la tabella di marcia
È conto alla rovescia per il Coordinamento Grossetano per il “no” al referendum costituzionale sulla Legge Boschi-Renzi, ovvero la Riforma costituzionale, il cui nucleo prevede di mettere mano al bicameralismo (gli addetti ai lavori parlano del passaggio da un bicameralismo paritario a un bicameralismo imperfetto).
«Non appena la legge di riforma costituzionale verrà approvata dalla Camera dei Deputati – si legge in una nota del Comitato di Grosseto-Coordinamento Democrazia Costituzionale – inizierà la raccolta delle 500.000 firme necessarie perché si possa tenere il referendum oppositivo della legge stessa».
«Il governo – continua la nota – fa credere di avere concesso la possibilità di tenere il referendum ma non è così: l’articolo 138 della Costituzione prevede l’immediata promulgazione della legge di modifica della Costituzione (senza referendum) solo quando sia stata approvata dai due terzi dei parlamentari nella seconda votazione. Questo non è accaduto. Non sono stati raggiunti i due terzi e questo ci consente di poter chiedere che i cittadini si esprimano attraverso il referendum».
«È stato già registrato l’impegno da parte di almeno 126 deputati a firmare per chiedere il referendum – scrive il Comitato – atto che potranno fare solo dopo l’approvazione definitiva, ma sarà presentato in ogni caso il quesito per la raccolta delle firme per il referendum costituzionale». «Raccoglieremo le firme per informare e spiegare le ragioni del No – si dettaglia nella nota – e per opporsi al tentativo del governo di accelerare i tempi per il referendum costituzionale».
«Chiederemo le firme anche per i due referendum abrogativi relativi alla legge elettorale – è l’altro obiettivo del Coordinamento Democrazia Costituzionale – il cosiddetto Italicum, perché è dall’interazione delle due riforme che vengono i danni più forti alle regole democratiche». «Le modifiche costituzionali e la legge elettorale hanno un unico scopo – conclude la nota – in futuro si punta ad intervenire ben più pesantemente di quanto non sia stato fatto finora nello stato sociale, nella scuola, nelle regole e nei diritti del mondo del lavoro».
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