Lutto
Indennizzati dopo 13 anni ma i soldi non bastano più
Gavorrano, il giudice condanna il costruttore di un complesso che cade a pezzi I condòmini riceveranno 50.000 euro ma la struttura è ormai andata in malora
BAGNO DI GAVORRANO. Il centro commerciale di piazza XXIV maggio a Bagno di Gavorrano è stato costruito nel 1999 ma a vederlo oggi sembra molto più vecchio: le scale sono molto rovinate, mancano intere strisce di mattonelle, il soffitto dei portici sta venendo giù e l’erba cresce negli interstizi del muretto. Le tre rampe di scale che portano al terrazzo dal quale si accede agli esercizi commerciali sono divenute inagibili, non c’è uno scalino che non sia sbeccato e ogni giorno si stacca una mattonella in più. Eppure quel centro è molto frequentato: ad esempio, lì si trova l’unica birreria del paese, “i Briganti”, che ogni sera raduna tutta la gioventù dei dintorni fino a notte fonda; e sono tantissimi i ragazzi che ogni sera siedono proprio su quegli scalini rotti, sia in inverno che in estate.
Tante attività. Di fianco al pub si è trasferita, ormai da diversi anni, anche una delle pizzerie storiche del paese, “Mastica”, che prima si trovava sotto i locali della casa del Popolo. Gli esercizi commerciali, che si trovano sopra ad una serie di garage privati, sono in effetti molti: c’è una lavanderia a gettoni, un centro riparazione di elettrodomestici, un negozio di toelettatura per cani e gatti, uno centro di fisioterapia e riabilitazione e uno studio di un avvocato. Lo stabile venne costruito nel 1999 dal consorzio Etruria, quello che era un colosso toscano dell’edilizia: ma, a quanto pare, i materiali non furono scelti per durare nel tempo.
Carte bollate. I condomini entrarono così in causa con la ditta nel 2003, ricevendo nel frattempo anche una proposta: «Dopo qualche anno ci venne fatta una proposta di ripristino – spiega uno dei proprietari degli immobili che si trovano nel centro commerciale – ma quello che venne fatto non fu che una minima parte di quello che in realtà era necessario. Si erano verificate infiltrazioni dal tetto, le scale si erano rotte dopo neanche un anno e la pavimentazione si è dimostrata da subito essere inadeguata ad un centro commerciale. Ma, nonostante questo, tutto venne risolto con qualche rattoppo qua e là».
Doppia beffa. Così la causa civile venne portata avanti da tutti i condomini che, dopo dieci lunghi anni, si sono visti riconoscere la somma di 50.000 euro per riqualificare la struttura. Somma ricevuta in seguito alla debacle del colosso dell’edilizia toscano ma che non sembra essere ancora sufficiente per ripagare tutte le spese necessarie alla riqualificazione dell’edificio, che negli anni è andato peggiorando: «Abbiamo fatto fare una valutazione ad una ditta e le spese si aggirano intono a 90.000 euro, quindi con quello che abbiamo ricevuto dalla causa vinta non riusciremo a coprire tutte le spese necessarie. E adesso sono anche arrivate a nostro carico le spese degli avvocati, che ammontano a 4.000 euro, da dividere tra tutti i condomini» spiega il commerciante.
Off limits. Intanto, in attesa dell’inizio dei lavori, le tre scalette di accesso al terrazzo sono state chiuse per impedire che qualcuno si faccia male inciampando negli scalini sbeccati: «Non vorremmo che proprio adesso che stiamo finalmente per risolvere questa situazione, durata più di un decennio, qualcuno si facesse male inciampando nelle scale – dice un commerciante – abbiamo appena finito una causa, non ne vorremmo aprirne un’altra per infortunio».
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