Il Tirreno

Grosseto

Feniglia, si abbattono le ultime 12 casette

di Andrea Capitani
Feniglia, si abbattono le ultime 12 casette

Il Consiglio di Stato dà ragione alle amministrazioni di Monte Argentario e Orbetello: via alle ruspe

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FENIGLIA. Casette in Feniglia, si prosegue con le demolizioni. Saranno presto smantellate le ultime costruzioni della cosiddetta “Casba”. Le ultime sentenze del Consiglio di Stato hanno dato ragione alle amministrazioni comunali di Monte Argentario e Orbetello, che andranno così avanti nel loro percorso di ripristino del luogo.

È stato dunque respinto dall’organo giurisdizionale l’ultimo ricorso presentato dai proprietari sull’improcedibilità di istanza di condono edilizio e ordine di demolizione presentati dai Comuni, dovendo inoltre rimborsare le spese legali ai due enti. Non è solo la sentenza del Consiglio di Stato, però, a dare validità alle amministrazioni. Nei giorni scorsi anche il tribunale ordinario di Grosseto si è espresso in favore dei Comuni di Orbetello e Monte Argentario, dopo la citazione in giudizio da parte di quattro proprietari che hanno chiesto l’usucapione per i terreni in Feniglia, «per effetto del possesso ininterrotto pacifico e indisturbato di detti terreni, protrattosi per oltre 40 anni». In particolare, questi hanno esposto che tale terreno «apparteneva al patrimonio disponibile del Comune di Orbetello e che, in alcuni di essi, nel corso del 1986 avevano presentato al Comune di Monte Argentario domande di concessione in sanatoria, per regolarizzare i manufatti a uso abitativo realizzati tra gli anni ’60-70, in base a originarie licenze di costruzione emesse per la ristrutturazione di un gruppo di cabine destinate a uso balneare». Gli atti d’intervento sono stati ritenuti inammissibili dal tribunale, dato che i proprietari «hanno fatto valere un loro diritto su porzioni del terreno diverse da quelle oggetto della domanda». Il Comune di Monte Argentario e di Orbetello gestiscono da tempo in maniera congiunta l’area in questione, per migliorare i servizi turistici e la viabilità, lo smaltimento dei rifiuti e la tutela ambientale. I terreni appartengono «al patrimonio indisponibile dell’ente e sono non usucapibili». Secondo il tribunale di Grosseto «il solo fatto di realizzare un manufatto abusivo in un dato momento non costituisce successivo possesso del bene», condannando i proprietari a pagare ai Comuni le spese processuali (7.000 euro per il comune di Monte Argentario e altrettanti per quello lagunare). I due Comuni procederanno così all’ordinanza di smantellamento delle ultime 12 casette, portando l’area al suo stato originale dopo che, negli ultimi anni, altre 50 costruzioni erano state abbattute.

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