Il dolore
Ambiente, lavoro, rifiuti: il dibattito
Cinque aspiranti sindaco a confronto in occasione della conferenza di Maurizio Pallante alla Fondazione Il Sole
GROSSETO. Lavoro, edilizia, ambiente, rifiuti. La conferenza di Maurizio Pallante, giovedì alla Fondazione Il Sole per presentare il suo ultimo libro “Destra e sinistra addio” – su iniziativa del gruppo di Grosseto di Mdf (Movimento per la decrescita felice), in collaborazione con Ars Maremma – è stata occasione per un confronto tra i candidati sindaco alle amministrative Stefano Carotta (Lega Toscana), Giacomo Gori (M5s), Lorenzo Mascagni (Noi per Grosseto, coalizione di centrosinistra) e Carlo Vivarelli (Toscana Stato). Assente Antonfrancesco Vivarelli Colonna, candidato di Viva Grosseto, coalizione di centrodestra, per precedenti inderogabili impegni.
Gli organizzatori avevano preparato due domande, ispirati ai temi trattati durante l’incontro con Pallante, a cui i candidati non si sono sottratti, incalzati dal moderatore Roberto Barocci, portavoce del Forum Ambientalista.
Fabbriche e lavoro o ambiente sano e non inquinato? E che tipo di edilizia? Queste le domande di Barocci che ha chiesto anche un’opinione sull’edilizia ecocompatibile, in particolare sul riscaldamento attraverso la geotermia a bassa entalpia (a Grosseto c’è un unico palazzo, rispondente a questi requisiti che l’Ue vuole obbligatori dal 2017). Su questo, risposte non pervenute.
«Per fortuna in Maremma non abbiamo avuto l’Ilva. La nostra terra non è famosa per disastri ambientali», ha commentato Mascagni davanti a Barocci, ambientalista da anni impegnato a far luce sugli storici disastri del Merse rosso e della piana di Scarlino avvelenata da arsenico. Mascagni ha riconosciuto ai contadini «il merito di darci una terra bella» e ha rivendicato l’azione di “freno” al cemento fatta dal Comune di fronte alla stragrande maggioranza delle osservazioni al Regolamento urbanistico: «Il 95 per cento delle richieste era per costruire, ma certamente dobbiamo consumare meno suolo», ha detto.
Per la cronaca, il Regolamento urbanistico ha comunque reso edificabili terreni di campagna per oltre 650.000 metri quadrati e tra il pubblico, giovedì in sala, c’è chi ha commentato che è solo «grazie alla crisi se poi non si è costruito».
Sull’edilizia Gori ha parlato di «speculazione impressionante», di case costruite «non perché servissero», ha riconosciuto al Ru il merito di aver previsto le ristrutturazioni ma lo ha anche criticato per aver permesso nuovo consumo di suolo.
Carotta ha rivendicato la bontà del progetto di orti sociali come recupero dello spazio naturale «e anche per i giovani, che per la maggior parte non sono occupati».
Vivarelli ha sottolineato come nell’agricoltura di qualità e nella difesa dei prodotti nostrani ci sia il doppio vantaggio di avere ambiente sano, cibo sano e posti di lavoro. «Se vedo che un olio è importato dal Marocco, anche se è di qualità non mi importa: io voglio produrre il mio olio qui», ha detto.
Posizioni contrastanti sui rifiuti, tallone d’Achille del Grossetano, che è la provincia con il più basso tasso di raccolta differenziata del centro nord. «Cosa avete intenzione di fare per rimediare se sarete eletti?», ha chiesto Barocci, strappando anche un commento di Pallante che, in merito al contratto capestro tra Comuni e Futura (che gestisce le Strillaie) si è detto «sconvolto» nell’apprendere delle penali previste se calano i rifiuti indifferenziati.
Vivarelli si è detto favorevole alla differenziata spinta «ma il sistema è marcio», dice, e anche all’inceneritore, purché «fatto con garbo». Secondo Carotta, invece, uno degli ostacoli al porta a porta in centro storico sono le dimensioni piccole delle case e la presenza di anziani.
Anche Mascagni ha detto di essere «a favore della raccolta differenziata, del riciclo e del riuso» ma «prima i cittadini vanno educati». Ha poi invitato a riflettere sul paradosso che la maggior parte del bilancio di un Comune vada a pagare il trattamento dei rifiuti.
Gori, che sui rifiuti combatte da tempo una battaglia che ha portato, tra le altre cose, all’inchiesta della Procura di Firenze sulla maxigara regionale per l’affidamento del servizio, e che è un convinto sostenitore della differenziata, del riciclo e del riuso, non ha rinunciato a una stoccata all’amministrazione grossetana targata Pd: «Con una gestione opposta rispetto a quella attuale si creerebbero tanti posti di lavoro», ha detto.
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