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«Se dico Tirrenica penso alla Salerno-Reggio Calabria»
GROSSETO. Il presidente Federconsumatori Grosseto Giuseppe De Martis scrive al premier Matteo Renzi e al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: tema, la Tirrenica. «Come associazione...
GROSSETO. Il presidente Federconsumatori Grosseto Giuseppe De Martis scrive al premier Matteo Renzi e al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: tema, la Tirrenica. «Come associazione indipendente, democratica e apartitica – scrive De Martis – consideriamo la mancata realizzazione di questa tratta della statale Aurelia un vero e proprio scandalo nazionale al pari della Salerno- Reggio Calabria».
Il presidente di Federconsumatori fa riferimento a uno degli ultimi incontri tra Regione Toscana,Società Autostrade Toscane (Sat) e Comune di Capalbio: «Si è concluso – scrive De Martis – con una perdita di tempo. Sat per una moltitudine di motivazioni non è in grado di definire tempistiche, modalità procedurali e procedimentali dopo più di cinquant’anni di promesse non mantenute».
«Per la Salerno-Reggio Calabria – continua il presidente di Federconsumatori – si è parlato di malavita organizzata. Non vorrei che, per il nostro caso, si dovesse parlare di insipienza, incompetenza, mancata volontà decisionale che hanno impedito la soddisfazione di un interesse pubblico a vantaggio di interessi privati».
«Se poi condizioni economiche o ambientali non permettessero il completamento della Grosseto-Capalbio in forma autostradale – riflette De Martis – quanti hanno la responsabilità di tale opera dovrebbero avere il coraggio decisionale di trarne le conseguenze, procedendo alla messa in sicurezza dell’attuale Aurelia».
«Si sta parlando di quarantacinque chilometri interessati da un intenso traffico soprattutto di mezzi pesanti – ricorda il presidente di Federconsumatori – e un elevato numero di attraversamenti a raso che fanno di questa tratta una delle strade più pericolose d’Italia»
«Ci pare alquanto irragionevole – aggiunge De Martis – non risolvere una simile criticità considerato che stiamo parlando di una delle maggiori arterie di comunicazione del nostro paese. Consideriamo immorale, qualunque siano le cause che lo hanno determinato, il fatto che una provincia della Toscana sia stata lasciata in un simile abbandono e carenza infrastrutturale che ha indubbiamente concorso a rallentare se non a bloccare il suo sviluppo socio-economico».
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