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Ravagni cavaliere della Repubblica

 Ravagni cavaliere della Repubblica

Riconoscimento al presidente dell’Avis per l’impegno pluridecennale

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CASTEL DEL PIANO. Mauro Ravagni, presidente della sezione Avis di Castel del Piano, è cavaliere della Repubblica. Il riconoscimento, consegnato dal sindaco Claudio Franci, è arrivato nel corso dell’assemblea provinciale avisina che si è tenuta domenica a Castel del Piano.

La consegna del titolo arriva a premiare l’attività di Ravagni che dagli anni Settanta ha sempre cercato di far crescere la sezione di Castel del Piano di cui è presidente dal 1994. Ravagni è nato a Seggiano il 27 gennaio 1947 e fin dai 14 anni lavora come cameriere. Poi entra in ferrovia, attività, questa, che ha svolto fino a pochi anni or sono e dedicando così gran parte del suo tempo di pensionato alla guida della sezione dei donatori del sangue.

Ma il suo impegno nell’Avis è sempre stato forte, tanto che ha portato la sezione a spiccare per numero di donazioni e di donatori nel panorama provinciale.

All’assemblea provinciale di tutte le consorelle tenuta a Castel del Piano Ravagni, che è anche vicepresidente provinciale, ha bacchettato alcune sezioni Avis che «non stanno tenendo un comportamento corretto nei confronti dell’associazione». Un argomento, questo, che ha scaldato la platea in cui sono stati diversi presidenti della provincia a sottolineare «la noncuranza di alcune sezioni nel non mantenere gli impegni associativi». Infatti di 28 sezioni che avrebbero dovuto essere presenti, «nove sono risultate assenti e di queste cinque non hanno svolto mansioni prefissate dallo statuto».

Un’assemblea vivace, dunque, aperta dalla relazione morale da parte del presidente provinciale Carlo Sestini, dal saluto delle autorità e culminata nella consegna del titolo di cavalierato a Ravagni.

È seguita la lettura del bilancio annuale e del bilancio preventivo illustrato da Roberto Maestrini. Apprezzatissimi gli interventi di Francesco Casalino (medico del centro trasfusionale di Massa Marittima e Follonica) e di Sandra Bartolai (medico centro trasfusionale Castel del Piano). Dopo la presentazione del progetto “Stili di vita” da parte delle infermiere del centro trasfusionale di Castel del Piano, sono seguiti gli interventi dei presidenti delle varie sezioni sul nuovo questionario. «Le domande sono troppo personali e specifiche», è stato osservato. (f.b.)

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