Il ritorno di Elena previsto per giovedì
Bagno di Gavorrano si prepara ad accogliere la studentessa ventiduenne morta nell’incidente dell’autobus in Spagna
BAGNO DI GAVORRANO. Il giorno in cui è arrivata la notizia della morte di Elena Maestrini, il borgo di Bagno di Gavorrano si è chiuso nel silenzio. E man mano che le ore sono cominciate a passare al contrario del dolore, l’aria è diventata quasi rarefatta nel paese dei minatori. Non c’era bocca, ieri, che non pronunciasse il nome di quella ragazza bellissima con gli occhi verdi, morta nel terribile incidente dell’autobus a Freginals.
E ora il paese si prepara ad accoglierla, come si fa con una figlia amata che torna a casa dopo lungo tempo. Elena non c’è più, i suoi genitori, Roberta e Gabriele, sono ancora in Spagna con la zia Barbara. Torneranno giovedì mattina, probabilmente, a bordo di un aereo militare insieme alle salme delle altre ragazze morte con lei nell’incidente di Freginals.
I corpi di Serena Saracino e di Francesa Bonello, le studentesse di Torino e Genova sono arrivate nella notte tra ieri e oggi all’aeroporto militare di Pisa. Le altre cinque salme, tra le quali anche quella di Elena, arriveranno probabilmente giovedì mattina, dopo che le autorità spagnole avranno espletato tutte le pratiche.
La piazza di Bagno di Gavorrano ieri era spazzolata dal vento. E le parole di tutti quelli che si sono incrociati e incontrati per strade davano la dimensione della tragedia che ha messo in ginocchio un’intera comunità. Un intero paese che ha fatto quadrato intorno alla famiglia, stringendola in un abbraccio fatto di silenzio e di rispetto. È questo che hanno chiesto Roberta e Gabriele, mamma e babbo della studentessa ventiduenne che frequentava Economia e commercio all’università di Firenze, che aveva studiato danza ed era appassionata di mare, natura e viaggi.
Ieri qualcuno ha anche avanzato la proposta che le ragazze italiane morte nella strage del bus venissero salutate con un funerale di Stato.
Ipotesi che a Bagno di Gavorrano non sfiora, al momento, nessuno. Nel paese minerario, la salma di Elena sarà accolta da tutti, istituzioni in testa, e verrà allestita la camera ardente per permettere ai tantissimi amici della ragazza dagli occhi verdi, che strappava un sorriso ogni volta che incontrava qualcuno per strada, di abbracciarla ancora. Dopo la cerimonia funebre, Elena sarà accompagnata per il suo ultimo viaggio al piccolo camposanto di Bagno.
Sono queste le indicazioni che Gabriele, tecnico in una cooperativa dell’ex galassia del Consorzio Etruria, e Roberta, casalinga e vicepresidente dell’Auser, hanno dato agli amici di famiglia che a Bagno aspettano ogni minuto notizie dalla Spagna.
Per quasi un giorno intero sono rimasti attaccati a un filo di speranza: aspettavano la telefonata dalla Spagna, quella che dicesse loro che Elena era ormai fuori pericolo. Invece, alle 4 del mattino, in un’abitazione a poche decine di metri da quella di Elena e dei suoi genitori è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire.
Il Comune ha dichiarato il lutto cittadino per il giorno dei funerali della studentessa, che non sono stati ancora fissati e in tutta la provincia le bandiere delle sedi istituzionali sono a mezz’asta. Elena non era solo figlia di Roberta e Gabriele: era una ragazza dell’Europa e come tale la vogliono salutare tutti quelli che l’hanno conosciuta.
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