La manifestazione
Acqua bene pubblico Cinigiano reclama delle tariffe più eque
CINIGIANO. La difesa dell’acqua come bene pubblico e diritto umano universale. Il gruppo consiliare A/gentecomune di Cinigiano, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, che si è celebrata...
CINIGIANO. La difesa dell’acqua come bene pubblico e diritto umano universale. Il gruppo consiliare A/gentecomune di Cinigiano, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, che si è celebrata ieri, ha presentato per il prossimo consiglio comunale una mozione in cui si chiede il controllo pubblico della gestione dell’acqua, l’aumento della fascia ad uso domestico per riaffermare il diritto all’acqua e la riduzione dei i costi della bolletta e la rinegoziazione con l’Acquedotto del Fiora dell’intera concessione, riducendo i costi ai cittadini.
«Vogliamo contribuire a questa importante giornata mettendo le mani nel servizio idrico locale – spiega il capogruppo Giovanni Barbagli – e nella legge di iniziativa popolare che si sta discutendo in questi giorni in parlamento. Dall’esito del referendum del giugno 2011 dove circa 27 milioni di italiani hanno votato contro la privatizzazione dell’acqua e per la garanzia del diritto umano e universale dell’acqua come bene pubblico, tutto si è fatto fuorché rispettare quell’esito. In pochi anni la bolletta è aumentata dal 70,4 al 75,35 per cento, che per un cittadino significa un aumento di ben 130 euro all’anno. Contemporaneamente le perdite dell’acqua dalla rete pubblica sono di due miliardi e mezzo di metri cubi, pari al 30 per cento. I gestori privati si sono arricchiti a danno dei cittadini per un bene che sappiamo essere finito, cioè a rischio esaurimento. Dovremmo consumare di meno e non sprecare, invece facciamo il contrario, consumando sempre di più e sprecando tantissimo».
Barbagli esibisce numeri ed è un pianto. «Se paragoniamo i costi della bolletta da parte della gestione pubblica degli anni 2000 a Cinigiano e quelli della gestione privata del Fiora, vediamo un aumento del 30-40 per cento. Urgono contromisure. Chiediamo che la risorsa più importante rappresentata dal bacino acquifero dell’Amiata, il più grande della Toscana, porti benefici agli abitanti della zona e non vantaggi speculativi per il gestore. Infine un richiamo alla discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare avanzata dal Forum dei Movimenti per l’acqua pubblica, perché siano respinti gli emendamenti all’articolo 6 di questa legge. (f.b.)
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