Il Tirreno

Grosseto

Spariti vitelli appena nati: "Questa è opera dei lupi"

Fiora Bonelli
Spariti vitelli appena nati: "Questa è opera dei lupi"

Attacco in un allevamento al pascolo a Stribugliano. È il terzo caso in un anno Il titolare: "Anche con le pecore era una strage: ora non so come tirare avanti"

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ARCIDOSSO. Nell’arco di un mese in un podere di Stribugliano (Arcidosso), scompaiono due vitellini appena nati. L’allevatore dà per certo che siano stati uccisi dai canidi che sono da anni di casa nelle campagne della piccola borgata. Una volta terra promessa per i pastori, quella di Stribugliano, e oggi luogo di estremo pericolo per ovini e adesso anche bovini.

Un mese fa nell’azienda di Andrea Cinelli, al podere Castello di Stribugliano, una vacca dà alla luce un vitellino di cui non si sono più trovate le tracce. A distanza di un mese, un paio di giorni fa, un’altra vacca partorisce. Il vitellino è scomparso anche stavolta.

«Un anno fa – racconta il proprietario – successe la stessa cosa e lo ritrovammo sbranato. Queste due volte no. Noi teniamo le vacche allo stato brado. Le alleviamo nei nostri 180 ettari di proprietà. Non si chiudono nelle stalle. È un allevamento tradizionale per il nostro bestiame. Vanno a pascolare e noi andiamo a governarle ogni qualche giorno portando loro delle rotoballe. Una mattina di un mese fa siamo andati a Castello e abbiamo trovato la vacca che aveva appena partorito. Era ancora insanguinata, ma le mammelle non erano state toccate per niente. Del vitellino nessuna traccia. Stavolta lo stesso. Fra l’altro questa volta siamo stati molto accorti e siamo venuti tutti i giorni a controllarle. Ma anche stavolta abbiamo trovato la tragedia. La vacca c’era, ancora insanguinata dal recente parto, ma del piccolo nessuna traccia. Abbiamo guardato dappertutto, speranzosi. Ma lei si era di nuovo imbrancata con il resto della mandria. Fra l’altro la vacca nemmeno lo cerca. Per cui è sicuro che appena partorito c’è qualche animale che glielo porta subito via, in modo tale che la bestia nemmeno si accorge del vitellino partorito. Non le danno tempo di vederlo».

Il sospetto dell’allevatore è che ci sia «qualche ibrido ormai stanziale che aspetta la nascita del vitellino e appena partorito se lo porta via. Così non si va avanti».

«Io – racconta Graziano Cinelli, padre di Andrea – fino a sette anni fa avevo un gregge di pecore. Ho dovuto smettere, perché ero arrivato alla disperazione. Ogni giorno me ne prendevano qualcuna. Il gregge stava finendo e ho deciso di vendere quel poco che mi restava. Le trovavo azzannate e morte dappertutto. Ridotto allo stremo, ho pensato e ripensato e alla fine ho deciso di prendere le vacche. Sono bestie più grandi, pensavo, e così speravo che i lupi non le toccassero. Nulla da fare. Ho passato tutta l’azienda a mio figlio, più giovane di me. Ma neppure lui riesce a allevare i vitellini programmati».

Con 30 vacche, l’allevatore mette in conto di avere 25 vitelli in un anno. «Dobbiamo pure pagare il mutuo del podere per 15 anni. Non so come faremo. Noi si vive solo con questi vitelli, perché non abbiamo altro».

Graziano è disperato: «Nessuno vuole risolvere questa cosa degli ibridi e dei lupi o dei canidi in generale. Se ci avessero detto di allevare pecore o vitelli per dar da mangiare ai lupi, anche con grande dispiacere lo avremmo fatto. Per lo meno qualcosa di certo ci avremmo guadagnato. Ma questa è una rovina grande: alleviamo per far mangiare il pasto quotidiano ai lupi che ci hanno tolto ogni certezza per il futuro. Come faremo nessuno lo sa».

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