Proteste
Sparatoria, affidato l’incarico
I due consulenti del pm avranno 60 giorni per le conclusioni
GROSSETO. Il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio ha affidato agli esperti Vincenzo Mancino e Fernando Mancino, entrambi della provincia di Cosenza gli accertamenti balistici sulla sparatoria dell’8 febbraio scorso in cui era rimasto ferito Ion Nicolai Farcas per la quale è indagato - per l’ipotesi di tentato omicidio - Bruno Poeti.
I due consulenti - uno ingegnere, l’altro perito industriale - avranno sessanta giorni per depositare le conclusioni, a cui parteciperà anche un esperto nominato dall’avvocato Adriano Galli, che difende Poeti: si tratta di Paride Minervini. Farcas, assistito dall’avvocato Riccardo Lottini, non ha nominato un proprio esperto.
La data di inizio degli accertamenti deve essere ancora fissata. Ma è comunque prevedibile fin da ora che sarà necessario un sopralluogo al Querciolo, dove avvenne la sparatoria, per cercare conferme sia alle parole di Poeti («ho sparato verso il basso» aveva detto dal primo momento) sia alle conclusioni del medico legale Roberto Martini, che ha ipotizzato due scenari: il primo è che Farcas fosse chinato, con il busto più in basso rispetto ai fianchi; il secondo è che il colpo sia rimbalzato a terra e abbia poi preso il romeno appunto dal basso. Due ipotesi ritenute dallo specialista attendibili allo stesso modo, valide allo stesso modo. Secondo il dottor Martini il proiettile dovrebbe essere entrato dalla parte posteriore, dal gluteo, per uscire da quella anteriore, poco sotto l'ombelico. E, se questi sono la direzione e il verso effettivi, il proiettile dovrebbe aver seguito una traiettoria dal basso verso l'alto.
L’incarico prevede naturalmente anche l’esame della pistola Beretta Star 7,65 con la quale Poeti aveva sparato quando Farcas e altri tre complici stavano fuggendo con la sua auto.
(p.s.)
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