Proteste
Scintille al processo contro Piscicelli
Discussione accesa sull’ammissione delle parti civili per la tenuta Spini Bianchi all’Argentario
MONTE ARGENTARIO. Non c’erano dubbi che ci sarebbero state scintille, anche in sede penale. E così è stato. La questione della tenuta Spini Bianchi a Monte Argentario - quella sull’effettiva proprietà e sullo sfratto - ha riacceso gli animi anche di fronte al giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi, davanti al quale ieri mattina si è aperto il procedimento per esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza a proposito del rilascio dell’immobile (fatti del marzo scorso). Imputati l’ingegner Francesco Maria De Vito Piscicelli e un suo collaboratore, Eugeniu Caraman, entrambi assenti in aula.
La querelle si è accesa sulle costituzioni di parte civile. Gli avvocati Elisa Soldani e Aldo Soldani hanno avanzato richiesta rispettivamente per Marin Damian (il custode della tenuta, cui secondo l’accusa sarebbe stato strappato il telefono di mano) e per Fabrizio Ferrari Sardagna, sia in proprio sia come rappresentante legale della Spini Bianchi srl. Richieste cui si è opposto l’avvocato Giuseppe Nicosia, difensore degli imputati anche in rappresentanza della collega Simona Daviddi: «Il custode non è parte offesa. Sardagna ha firmato la querela in proprio e lui comunque non è il legale rappresentante della società». Il riferimento è a una visura camerale del gennaio 2015. E qui si è (ri)acceso il confronto perché gli avvocati Soldani hanno portato provvedimenti non solo di due diversi giudici del Tribunale di Grosseto (vendita fatta da falso procuratore e mandato all’ufficiale giudiziario per il rilascio dell’immobile) ma anche al Tribunale delle imprese di Roma che dopo un provvedimento urgente ha respinto le istanze cautelari a favore della srl Spini Bianchi, escludendo che Piscicelli possa considerarsi legale rappresentante.
Questione però ancora aperta sulle quali comunque le parti non hanno intenzione di transigere. Questioni in cui si intrecciano nomi di società proprietarie. Il giudice ha comunque deciso di ammettere tutte le parti civili, riservandosi le valutazioni nel merito all’esito del dibattimento. Che comincerà a luglio, con la prima udienza con testimoni: saranno sentiti quelli del pubblico ministero e quelli della difesa, le parti civili non hanno presentato lista.
Pierluigi Sposato
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