Il Tirreno

Grosseto

«Sos autismo, vogliamo impegni e garanzie»

di Sara Landi
«Sos autismo, vogliamo impegni e garanzie»

Riunite in assemblea le famiglie grossetane dei bambini affetti dal disturbo Simona Dei (neodirettrice Usl): «Il centro non chiuderà ma sarà stabilizzato»

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GROSSETO. Su una bacheca il testo della legge sull’autismo del 2015, al tavolo degli interventi uno striscione che riproduce l’articolo 32 della Costituzione sul diritto alla salute. Così è cominciata venerdì sera alla Fondazione Il Sole l’assemblea convocata dalle mamme del Centro autismo di Grosseto con la collaborazione della stessa Fondazione e dell’associazione grossetana genitori bambini portatori di handicap (Aggbph) che hanno raccolto il loro appello ed erano presenti con i presidenti Massimiliano Frascino e Flavia Cianferoni.

L’incontro doveva servire ai genitori per conoscersi e mobilitarsi ma la partecipazione all’assemblea della neodirettrice sanitaria dell’azienda Usl Toscana Sud Est Simona Dei (alla sua prima uscita pubblica in città dopo l’incarico ricevuto formalmente poco più una settimana fa) e del direttore della Zona distretto Area grossetana Fabrizio Boldrini ha fatto sì che almeno per alcune delle domande sul tavolo siano arrivate subito risposte e impegni concreti. Le domande vengono sintetizzate al microfono dagli interventi accorati e fermi di due mamme. Chiedono la garanzia di un intervento precoce e duraturo per i bambini con diagnosi di spettro autistico, chiedono più ore a settimana di terapia riabilitativa con logopedista e fisioterapista per ogni bimbo, chiedono più personale e spazi più adeguati per il centro, oltre alla garanzia che continuerà a esistere anche dopo la fine dell’anno.

Si chiamano tutte e due Simona, le mamme che parlano per tutte le altre, ma hanno le idee chiare oltre a un grosso peso sul cuore: «Non c’è nessun bisogno speciale, solo un bisogno di cura e di non dover più lottare con la burocrazia per i diritti dei nostri figli». La dottoressa Dei, che prima di essere il nuovo direttore sanitario dell’azienda è un medico specializzato in neurologia, comprende le paure e le ansie della platea che ha davanti e non minimizza l’entità del problema.

«Sono alla prima giornata operativa a Grosseto - dice Simona Dei - Ho incontrato i professionisti che seguono il Centro e messo a fuoco alcune delle esigenze. Per quanto riguarda la neuropsichiatria infantile la situazione è tragica perché in una provincia così vasta siamo sotto di tre specialisti, uno a Grosseto, uno su Follonica e uno su Orbetello. E siccome non si può procedere con incarichi temporanei perché bambini e famiglie hanno diritto di vedere sempre lo stesso professionista ci impegniamo a fare tre bandi di mobilità per altrettanti posti. Questa è la priorità».

L’autorizzazione del direttore generale per i bandi già c’è, ora l’iter può partire e i tempi saranno quelli legati all’espletamento del bando per portare tre specialisti nella nostra provincia.

Il Centro per l’autismo andrà avanti. Questo il secondo impegno della direzione sanitaria. «Nessuno ha mai pensato di chiudere il centro - dice Dei alle famiglie - Se finora è stato finanziato come progetto con fondi regionali studieremo il modo per stabilizzarlo come azienda sanitaria a partire dal 2017».

Per quanto riguarda invece la difficoltà lamentata dalle mamme a informarsi sui servizi e le possibilità di cura per i propri figli viene prospettata la soluzione di uno sportello informativo.

«Per partire possono bastare un numero di telefono e una mail di riferimento - propone Simona Dei - Non serve al momento uno sportello fisico che sottrarrebbe ulteriore personale che è meglio impegnare nella terapia».

Veniamo quindi alla sede. L’azienda assicura di disporre di locali idonei ad accogliere il centro: sono quelli del distretto di Gorarella a Grosseto, sono già nella sua disponibilità ma per motivi tecnici contingenti, spiega una nota, non è stato possibile ancora trasferire lì da via Don Minzoni la sede del Centro. Finora non è stato possibile ristrutturare quei locali ma è lo stesso Boldrini a impegnarsi con le mamme in assemblea a reperire i 20.000 euro necessari per i lavori. Da Boldrini qualche spiraglio anche sul problema del personale che manca per potenziare le terapie (più ore per ciascuno e più bimbi accolti).

«L’azienda non può fare assunzioni dirette - dice il direttore di zona - ma si possono trovare alternative, facendo fare gli stessi servizi in convenzione con altri soggetti come già succede nel caso degli operatori della Farfalla».

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