Il Tirreno

Grosseto

«Con la musica alta non si può dormire»

di Francesca Gori
«Con la musica alta non si può dormire»

La donna che ha presentato l’esposto contro l’Alchemy e il Jab chiede l’intervento del Comune per far togliere le casse

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GROSSETO. Da una parte ci sono le ragioni delle persone che la piazza la intendono come la vecchia agorà, lo spazio pubblico creato apposta per incontrarsi. O per frequentare i locali che si affacciano in piazza del Sale, appunto. Dall’altra ci sono quelle di chi vive negli appartamenti che su quello spazio si affacciano. Che vogliono quiete e silenzio.

Gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura nei confronti di Bruno Ceccherini e Antonio Milani, proprietari del Jab e dell’Alchemy, sono scattati dopo che una donna che abita sopra al Jab ha presentato un esposto per il rumore. «Il regolamento condominiale è chiaro - dice Ada Sorrentino - Dalle 23 alle 7 è individuata la fascia di rispetto del riposo».

La donna spiega di aver permesso ai tecnici del Jab di entrare nella sua abitazione per fare i rilievi fonometrici. Anche se all’ultima richiesta inviata dal proprietario del Jab, ha fatto rispondere picche dal suo avvocato. «Non gli è stato detto di no - aggiunge - Abbiamo soltanto chiesto di specificare i giorni e gli orari in cui avrebbero voluto procedere all’accesso per verificare che i controlli fatti dai tecnici del locale non fossero fatti per confezionare dei dati di comodo».

È guerra aperta tra la donna che abita sopra il Jab e i due locali. L’unica volta - spiegano - che sono potuti entrare nell’appartamento per raccogliere i dati, è stato nel 2012 quando, a novembre, il locale è stato inaugurato. «Dopo quella data - spiegano - abbiamo inviato almeno sette raccomandate con ricevuta di ritorno, alle quali non è ami stata data una risposta». La donna vuole riposare in pace, i gestori del Jab vogliono lavorare. E i giovani e meno giovani che soprattutto nel fine settimana affollano piazza del sale vogliono continuare a divertirsi. «Eppure - dice ancora Sorrentino - nonostante abbia più volte parlato con loro per trovare una soluzione, ogni promessa è stata violata, nella perpetuazione, settimana dopo settimana, della solita musica, a volume altissimo, con l’effetto di alterare i normali orari di riposo e conseguente squilibrio biofisico e bioritmico». E al rumore del Jab, poi, si è aggiunto quello dell’Alchemy. «Locale - dice la residente - che spara sull’esterno musica da discoteca a tutto volume fino all’orario di apertura del Jab».

E le responsabilità, secondo la donna, non sono soltanto quelle dei proprietari dei locali. «Devo purtroppo registrare - dice - la latitanza del sindaco che con una semplice ordinanza avrebbe potuto evitare tutti questi disastri proibendo gli amplificatori in una piazza chiusa da mura che trattengono e amplificano il rumore della movida».

Sugli avvisi di garanzia a Ceccherini e Milani, si è scatenato il dibattito, anche su Facebook. La città, a vederla sugli schermi del computer, non sembra nemmeno divisa tra favorevoli e contrari. Tra chi vuole una piazza viva e chi invece rivendica il diritto al riposo anche le quattro sere a settimana che il Jab è aperto e le due dell’Alchemy. Il centro storico, croce e delizia per chi abita nel perimetro delle Mura, non è la campagna.

Due anni fa, quando a Grosseto fu presentato un esposto di un gruppo di cittadini contro tutti i locali da via Ricasoli a piazza del Sale, l’assessore all’Ambiente Giancarlo Tei propose di multare i cittadini che chiamavano i vigili quando i decibel dei rumori erano nella norma. Proposta che non è potuta diventare realtà ma che andava nella direzione di non chiudere il centro.

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