Sicurezza
«Con la musica alta non si può dormire»
La donna che ha presentato l’esposto contro l’Alchemy e il Jab chiede l’intervento del Comune per far togliere le casse
GROSSETO. Da una parte ci sono le ragioni delle persone che la piazza la intendono come la vecchia agorà, lo spazio pubblico creato apposta per incontrarsi. O per frequentare i locali che si affacciano in piazza del Sale, appunto. Dall’altra ci sono quelle di chi vive negli appartamenti che su quello spazio si affacciano. Che vogliono quiete e silenzio.
Gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura nei confronti di Bruno Ceccherini e Antonio Milani, proprietari del Jab e dell’Alchemy, sono scattati dopo che una donna che abita sopra al Jab ha presentato un esposto per il rumore. «Il regolamento condominiale è chiaro - dice Ada Sorrentino - Dalle 23 alle 7 è individuata la fascia di rispetto del riposo».
La donna spiega di aver permesso ai tecnici del Jab di entrare nella sua abitazione per fare i rilievi fonometrici. Anche se all’ultima richiesta inviata dal proprietario del Jab, ha fatto rispondere picche dal suo avvocato. «Non gli è stato detto di no - aggiunge - Abbiamo soltanto chiesto di specificare i giorni e gli orari in cui avrebbero voluto procedere all’accesso per verificare che i controlli fatti dai tecnici del locale non fossero fatti per confezionare dei dati di comodo».
È guerra aperta tra la donna che abita sopra il Jab e i due locali. L’unica volta - spiegano - che sono potuti entrare nell’appartamento per raccogliere i dati, è stato nel 2012 quando, a novembre, il locale è stato inaugurato. «Dopo quella data - spiegano - abbiamo inviato almeno sette raccomandate con ricevuta di ritorno, alle quali non è ami stata data una risposta». La donna vuole riposare in pace, i gestori del Jab vogliono lavorare. E i giovani e meno giovani che soprattutto nel fine settimana affollano piazza del sale vogliono continuare a divertirsi. «Eppure - dice ancora Sorrentino - nonostante abbia più volte parlato con loro per trovare una soluzione, ogni promessa è stata violata, nella perpetuazione, settimana dopo settimana, della solita musica, a volume altissimo, con l’effetto di alterare i normali orari di riposo e conseguente squilibrio biofisico e bioritmico». E al rumore del Jab, poi, si è aggiunto quello dell’Alchemy. «Locale - dice la residente - che spara sull’esterno musica da discoteca a tutto volume fino all’orario di apertura del Jab».
E le responsabilità, secondo la donna, non sono soltanto quelle dei proprietari dei locali. «Devo purtroppo registrare - dice - la latitanza del sindaco che con una semplice ordinanza avrebbe potuto evitare tutti questi disastri proibendo gli amplificatori in una piazza chiusa da mura che trattengono e amplificano il rumore della movida».
Sugli avvisi di garanzia a Ceccherini e Milani, si è scatenato il dibattito, anche su Facebook. La città, a vederla sugli schermi del computer, non sembra nemmeno divisa tra favorevoli e contrari. Tra chi vuole una piazza viva e chi invece rivendica il diritto al riposo anche le quattro sere a settimana che il Jab è aperto e le due dell’Alchemy. Il centro storico, croce e delizia per chi abita nel perimetro delle Mura, non è la campagna.
Due anni fa, quando a Grosseto fu presentato un esposto di un gruppo di cittadini contro tutti i locali da via Ricasoli a piazza del Sale, l’assessore all’Ambiente Giancarlo Tei propose di multare i cittadini che chiamavano i vigili quando i decibel dei rumori erano nella norma. Proposta che non è potuta diventare realtà ma che andava nella direzione di non chiudere il centro.
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