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Grosseto

Scontro sulla cittadinanza al pm

Scontro sulla cittadinanza al pm

Il Meetup degli Amici attacca: scippata la nostra raccolta di firme per Di Matteo

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GROSSETO. Il Meetup Amici di Beppe Grillo Grosseto e Giacomo Gori ora si scontrano anche sulla proposta di deliberazione consiliare per conferire la cittadinanza onoraria al pubblico ministero Nino Di Matteo, un’iniziativa presentata dal consigliere comunale e candidato sindaco del M5s che verrà discussa nel corso del prossimo consiglio.

La colpa di Gori sarebbe quella di non aver fatto riferimento all’iniziativa di democrazia diretta rappresentata dalle proposte e dalle firme dei cittadini. «Proprio nel momento in cui viene raggiunto il quorum – scrivono gli Amici di Beppe Grillo Grosseto - assistiamo increduli ad un vero e proprio scippo tipico della vecchia politica, messo in atto da chi si definisce portatore della voce dei cittadini. Tutti coloro che convintamente hanno sottoscritto la raccolta firme e hanno seguito i promotori nelle varie occasioni di incontro, sono stati lasciati fuori, esclusi, negati... e questo fare tradisce lo spirito e i valori fondanti del movimento stesso. Noi speriamo che tutti gli altri consiglieri comunali diano spazio, riconoscimento e approvazione alle proposte di deliberazione di iniziativa popolare apartitiche, incoraggiando così i cittadini che si attivano con gli strumenti della partecipazione».

E Giacomo Gori come si difende? Non parla il candidato. La nota di risposta è affidata al Movimento. «Dispiace – scrivono i Cinque Stelle - assistere al teatrino della politica e prendere atto che, ancora una volta, anziché guardare alla sostanza delle cose, si piega la realtà per il proprio tornaconto elettorale. La polemica sulla cittadinanza onoraria al pm Nino Di Matteo è davvero di bassa lega. Molti cittadini ci hanno chiesto di presentare la proposta di delibera. Un atto abbondantemente nelle corde del movimento: in tutta Italia i vari gruppi del M5s si sono mossi - in passato e nel presente - in tal senso. Un testo, il nostro, privo di simbolo e richiami espliciti. Un testo aperto alla firma di tutti gli altri consiglieri comunali, tanto che la presentazione della delibera ha coinciso con l'invio di una mail in cui chiedevamo il sostegno di tutti».

Poi Gori ricorda che «la tanto sbandierata raccolta firme stentava ad arrivare al limite minimo imposto dalle norme per far passare la proposta al vaglio del consiglio. Senza l'intervento del M5s questo atto difficilmente sarebbe arrivato all'attenzione dell’assemblea in tempi ragionevoli». (g.b.)

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