Sicurezza
Maxi furto di pannelli solari: bottino da 100.000 euro
Colpo notturno in un’azienda nella campagna intorno a Manciano, i ladri smantellano un intero impianto
MANCIANO. Quando è arrivato sul campo e ha visto lo scheletro della struttura si è stropicciato gli occhi. «Non è possibile...».
Come è possibile, infatti, rubare da un campo 370 pannelli solari da ventidue chili l’uno, tutto in una notte, senza farsi vedere né sentire? Quanto tempo ci vuole a staccarli uno a uno e poi a trasportarli? Non sono mica una collanina d’oro o una mazzetta di banconote, sfilate da un ladruncolo di appartamento. Sono decine di metri quadrati di materiale. Un campo, per l’appunto.
Leonildo Gianneschi, titolare dell’azienda Cavallin del bufalo al Piano, nella campagna di Manciano, guarda ancora incredulo il suo campo dove, nel 2010, aveva deciso di cambiare rotta: basta con grano e girasoli, qui sarebbe stato installato un impianto fotovoltaico.
«Allora si potevano mettere i pannelli a terra – spiega Gianneschi – Ho preso un mutuo da 400.000 euro e ho realizzato l’impianto».
Circa quattrocento pannelli in grado di produrre circa 130.000 Kilowatt all’anno.
«Lunedì mattina – prosegue – sono andato a vedere la produzione e ho visto che non produceva più. Ho pensato che ci fosse stato un distacco e così, dopo aver sbrigato alcune cose in ufficio, sono andato a vedere».
Al posto della stesa di brillanti pannelli, il signor Leonildo non ha trovato che i supporti di metallo. Dei quattrocento pannelli, ne è rimasta giusto una ventina. Gli altri, volatilizzati.
«Deve essere successo nella notte fra sabato e domenica – racconta – Ma è davvero incredibile: ho chiesto agli ospiti dell’agriturismo se si fossero accorti di qualcosa. Mi hanno detto di essere rientrati intorno alle 23 di sabato, e non hanno visto niente di strano».
A Gianneschi non è rimasto che sporgere denuncia ai carabinieri e incrociare le dita, sperando che l’assicurazione copra il danno. Anche perché il mutuo è ancora lì da pagare.
Durissima la reazione della Coldiretti Grosseto. «Un danno di oltre 100.000 euro – dice il direttore Andrea Renna – Una batosta non solo in termini di reddito». «L’emergenza sicurezza – dice l’associazione – ormai non riguarda solo le città. Sono quasi all’ordine del giorno furti di mezzi agricoli e attrezzi per non parlare del gasolio». Per Renna «la sicurezza è un requisito principale per fare impresa e non solo in agricoltura. Siamo impegnati nelle segnalazioni agli organi competenti di fatti anomali, convinti che la prevenzione sia la prima cosa, e abbiamo promosso l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare utile ad analizzare scenari e fornire indicazioni sui dati relativi ai reati nell’agroalimentare».
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