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«Il nostro progetto è a rischio»

«Il nostro progetto è a rischio»

Ceri si scaglia contro il Comune: di vincoli non si era mai parlato

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GROSSETO. Rischio idraulico, procedure più complesse a causa degli aumenti di cubatura: di tutto un po' finisce per mettere i bastoni tra le ruote al Roselle Calcio e al progetto di ampliamento degli impianti sportivi di Roselle.

Il presidente della società, Simone Ceri, non ci sta: una nota sul sito dell'Ac Roselle contiene un duro sfogo in cui si accusa la politica di aver triturato il progetto per giochi interni alle fazioni del Pd. Veder sfumare quel progetto è ormai più che un rischio. I problemi sono emersi giovedì, in commissione urbanistica, a proposito della variante al regolamento urbanistico che riguarda il centro di documentazione degli Etruschi, ma anche l'ampliamento degli impianti sportivi secondo il progetto presentato dall'Ac Roselle, progetto che - a sentire giovedì in commissione - è sostanzialmente sconosciuto agli uffici dell'urbanistica, mentre è ben noto all'ufficio patrimonio e all'ufficio sport, al punto che la società calcistica, proprio in virtù di quel progetto, si è aggiudicata, nell'aprile del 2015, un bando per la concessione degli impianti per 27 anni.

E a questo proposito proprio l'assessorato allo sport, di fronte alle perplessità manifestate dalle opposizioni, in merito all'opportunità di un bando su un'area soggetta a rischio idraulico e al fatto che non ci fosse una pratica urbanistica, interviene per chiarire che nel bando di gara non poteva essere prestabilita una preventiva pratica urbanistica, ma il soggetto interessato avrebbe potuto proporre miglioramenti degli impianti e gli interventi si potranno realizzare soltanto «previa approvazione da parte del Comune del relativo progetto esecutivo» e previa la verifica della conformità con le norme urbanistiche. La nota dell'Ac Roselle parla di gente che non conosce vergogna e sottolinea che «Al rischio, più che rischio una quasi certezza ormai, di far perdere alla città l'opportunità di veder potenziato gratuitamente il proprio patrimonio impiantistico sportivo, neanche un pensiero, un accenno». Nella nota si spiega che già un mese fa la proprietà dell'Ac Roselle avrebbe chiarito con il sindaco Bonifazi e il dirigente dell'urbanistica, De Bianchi, che ci sarebbe la possibilità di costruire nel lembo di impianto non interessato al vincolo idraulico, modificando l'attuale immobile.

E poi, in merito al bando, Ceri rivela che «ancor prima che fosse stilato si tenne un incontro (febbraio 2015) nell'ufficio dell'ingegner Vecchieschi (dirigente dei lavori pubblici, ndr), alla presenza della dottoressa Cartaginese, del geometra Gabbiani e del dottor Fornasiero per il Comune». Per l'Ac Roselle c'erano lo stesso Simone Ceri e i suoi tecnici. «Quell'incontro - si legge nella nota - fu fatto allo scopo di evidenziare in anticipo eventuali problematiche che avrebbero potuto riguardare eventuali investimenti e miglioramenti dell'impianto. In quella sede, vincoli non esistevano, niente vincolo idraulico, niente problema parcheggi, niente problema per le cubature. Cosa è successo dopo dovrebbe spiegarcelo la politica, subdola, schifosa e arrivista. Perché tutti questi problemi siano usciti fuori dopo e non prima dovrebbero spiegarcelo gli uffici... forse gli assessori».

L'Ac Roselle lamenta che l'ufficio urbanistica non abbia voluto spiegare «perché, pur essendo il bene di utilità pubblica, non si è voluto abbreviare gli iter per approvazione della variante. Per noi - spiega la società - la risposta è chiara ed è da ricercarsi nella divisione interna al Pd tra Borghiani e anti. L'Ac Roselle si è trovato in mezzo e ha visto il suo progetto tritato».

Enrico Pizzi

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