Sicurezza
Dodici anni e tre legislature per il progetto di Saragosa
FOLLONICA. Ieri mattina si è chiuso un percorso iniziato nel 2004 con l’approvazione del Piano strutturale. Tre legislature, 20 milioni di euro circa d’investimento totale, tra finanziamenti pubblici...
FOLLONICA. Ieri mattina si è chiuso un percorso iniziato nel 2004 con l’approvazione del Piano strutturale. Tre legislature, 20 milioni di euro circa d’investimento totale, tra finanziamenti pubblici e denaro dei follonichesi, architetti di fama internazionale che hanno ridisegnato il cuore della città, dodici anni in cui i Piuss (Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile) sono diventati argomento principale per Follonica.
Con l’apertura del Parco centrale si chiude un’epoca di transizione per la città del Golfo, un’epoca di cantieri, lavori, cambiamenti di viabilità e speranze, tante, di dare un nuovo slancio ad un territorio che adesso non può più permettersi di vivere contando solamente su tre mesi estivi.
Ecco come nel 2009 l’allora sindaco Claudio Saragosa, primo ideatore del progetto di recupero del cuore cittadino, raccontava alla città l’intervento in via Massetana. «Quarantotto ettari di terreni di proprietà pubblica restituiti alla città, con un progetto che non ha precedenti nella storia di Follonica – diceva – Questa è, in sostanza, la sfida del Parco centrale, un’attività che l’amministrazione comunale ha intrapreso fin dall’approvazione del Piano strutturale nel 2004, individuando, nel cuore della città, un’area a statuto speciale della cultura, del verde e delle attrezzature. Uno spazio immenso, grande quasi quanto il centro cittadino, che prende il posto del vecchio ippodromo dei Pini, che si congiunge da un lato al Parco della Rimembranza e al comprensorio Ilva, e dall’altro al quartiere degli impianti sportivi. Un’area destinata a interventi che tengano conto della salvaguardia dell’ambiente e del potenziamento del verde pubblico. Un parco attrezzato, ove abbiamo pensato a luoghi per l’istruzione e l’educazione (il campus scolastico), a strutture per l’ospitalità, la cultura, lo spettacolo e lo sport, con piccole attività di ristorazione e pubblico esercizio».
Qualcosa da allora è cambiato: il progetto preliminare dell’architetto Pierluigi Cervellati è stato modificato da Goncalo Byrne, collega che poi si è aggiudicato il bando europeo. Ma non sono cambiate le basi di quell’idea: dare a Follonica uno spazio verde da vivere.
L’opera è costata 6 milioni e 650.000 euro e il cantiere è stato aperto nell’ottobre del 2012. All’interno si trovano 205 stalli per gli ambulanti del mercato settimanale, un’arena spettacoli, 1.300 piante, un bar e un fabbricato che accoglie i servizi igienici. (p.v.)
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