Lutto
Palazzo della finanza Un altro tassello della città che cambia
Con l’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri tutto il complesso ex Ilva nel patrimonio del Comune
FOLLONICA. «L’accordo per la nuova caserma dei carabinieri ha aperto nuovi scenari per la valorizzazione complessiva della città». In ballo c’è la possibilità di far entrare nel patrimonio cittadino tutto il complesso Ilva, la pinacoteca, l’ex Casello idraulico e non solo: il Comune potrebbe anche acquisire la palazzina di piazza del Popolo, attuale sede delle fiamme gialle. L’amministrazione del golfo in questi mesi ha lavorato, e sta continuando a lavorare, per riattivare i contatti con il Demanio e riuscire così a chiudere una trattativa che oramai va avanti da tempo con tante ipotesi che però non si sono trasformate in realtà. Con l’accordo relativo alla nuova caserma dei carabinieri della 167 Ovest, inaugurata ufficialmente sabato , pare che la situazione si stia evolvendo in modo molto positivo per Follonica. Utile un passo indietro: nel 2007 l’amministrazione follonichese stipulò un primo accordo con lo Stato nel quale si prevedeva che, in cambio della realizzazione della nuova caserma dei carabinieri alla 167 Ovest, il governo avrebbe passato nelle proprietà comunali la vecchia città fabbrica.
Era l’epoca del governo di Claudio Saragosa, quando cioè iniziò il percorso relativo ai Piuss, Piani integrati di sviluppo integrato sostenibile, che prevedevano appunto la ristrutturazione della vecchia città fabbrica. Da allora sono cambiati i governi centrali e di conseguenza anche gli interlocutori, quindi ogni volta il percorso è ripartito da capo e mai si è arrivati ad una conclusione definitiva. «Il patto per la caserma ha riaperto il dialogo con il Demanio – dice Andrea Benini, sindaco di Follonica - L’accordo è senza precedenti, tanto che quanto accaduto per Follonica ora potrebbe essere preso ad esempio in altre realtà italiane: devo dire che i rapporti con la direzione del Demanio sono costanti e molto positivi. Il nostro obiettivo è riprendere in mano le partite aperte e cercare di arrivare ad una valorizzazione complessiva della città».
L’accordo con lo Stato è in pratica questo: dal ministero arriveranno nelle casse comunali 90.800 euro ogni anno mentre il Demanio scomputerà altri 185.000 euro al Comune di Follonica, denaro dovuto dall’amministrazione annualmente allo Stato per gli affitti dell’Ilva. Il piano durerà sei anni. Una delle ipotesi che oggi pare più probabile è che la guardia di finanza si trasferisca nell’ex caserma di via Bicocchi, avendo anche a disposizione gli appartamenti per i militari dietro l’edificio: il Comune quindi darebbe allo Stato gli immobili prima sede dell’Arma e in cambio potrebbe avere l’Ilva, la pinacoteca, il Casello idraulico e la palazzina di piazza del Popolo dove risiedono attualmente le fiamme gialle. Ma su questo aspetto Benini non si sbilancia. «Stiamo valutando gli scenari – dice il sindaco – L’aspetto che più ci interessa è quello relativo all’Ilva: dopo le ristrutturazioni vorremmo pensare a portare dentro la vecchia città fabbrica anche la residenzialità e serve per questo averne la disponibilità diretta». Intanto il Comune sta provvedendo a mappare tutta la situazione abitativa dell'Ilva per capire i contratti in essere o eventuali abusi.
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