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Morto in ospedale, assoluzioni dei medici confermate in appello

FIRENZE. La terza sezione penale della Corte di appello di Firenze ha confermato l'assoluzione dei nove medici finiti sotto accusa per la morte di un paziente, Ferruccio Fontani, finito in ospedale...

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FIRENZE. La terza sezione penale della Corte di appello di Firenze ha confermato l'assoluzione dei nove medici finiti sotto accusa per la morte di un paziente, Ferruccio Fontani, finito in ospedale dopo la caduta da un olivo nelle campagne di Roccalbegna e deceduto in ospedale a un mese di distanza da quell'incidente, tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009.

La Procura aveva impugnato la sentenza del gup che nell'ottobre 2013, con il rito abbreviato, aveva mandato assolti Simone Governi, Valerio Lunghi, Pierfrancesco Perani, Alberto Del Corona, Gianandrea Badiani, Claudio Paradiso, Manuele Bartalucci, Simone Gallerini e Sergio Pieri. I sanitari, in servizio negli ospedali di Grosseto e Massa Marittima, erano imputati di omicidio colposo per errori nella refertazione oppure per non aver rilevato errori dei colleghi, oppure ancora per omissioni di esami e prescrizioni, a seconda dell'iter. Se la diagnosi fosse stata effettuata correttamente già l'8 dicembre 2008, giorno del primo ricovero - era questa la tesi dell'accusa - il paziente sarebbe stato trasferito subito a Siena e con un collare rigido, sarebbe stato operato il giorno stesso e lo stress chirurgico sarebbe stato notevolmente inferiore; i farmaci gastrotossici sarebbero stati inoltre somministrati in misura minore, con riduzione del rischio emorragico. Fontani era morto dopo un sanguinamento dalla bocca, aveva perso coscienza e inutili erano state tutte le manovre di rianimazione.

Di fronte ai giudici di secondo grado (Masi presidente, Perini estensore, Milelli) la Procura generale aveva chiesto una nuova perizia collegiale per individuare la causa di morte effettiva e valutare il nesso causale con il trattamento farmacologico. I difensori (Novelli, Bocchi, Bancalà, De Cesaris, Barghigiani, Capaccioli per Giorgi e Vannucci) avevano invece insistito per la conferma della prima sentenza.

Il gup, lette le conclusioni del dottor Mario Gabbrielli, aveva sottolineato che vi era stato un ritardo rilevante nel diagnosticare la lesione vertebrale ma che era impossibile stabilire un nesso causale tra la condotta dei medici e la morte di Fontani: vi erano altri fattori (diversi dallo choc emorragico conseguente alla gastrite da farmaci) ai quali il decesso poteva essere collegato e cioè il sanguinamento cerebrale e le patologie pregresse. Il pm aveva richiamato nell'appello le conclusioni dei propri consulenti, i professori Fineschi e Sottini. Ma queste ultime, notano i giudici fiorentini nelle motivazioni adesso depositate, non avevano tenuto conto del referto autoptico, invece valutato da Gabbrielli, le cui conclusioni sono condivise dalla Corte di appello («insuperabile incertezza in ordine alle cause della morte»). I giudici di secondo grado ritengono «scarsamente credibile, e comunque non dimostrata nei termini necessari per una sentenza di condanna, la tesi di accusa della morte derivata da massiva emorragia gastrica conseguente al protrarsi delle terapie». Non c'è poi spazio per una nuova perizia, come chiesto dalla Procura generale, poiché non esistono «elementi oggettivi che meritino una più accurata analisi e che consentano di giungere a conclusioni sicure». Sono da escludere «esiti diversi e di maggior certezza», poiché i dati disponibili sono scarni «e non integrabili in alcun modo». Dunque, ecco la conferma dell'assoluzione.

Pierluigi Sposato

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