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Il rap maremmano spopola sul web
Nato per scherzo, il video di Conte Max racconta l'amore per questa terra
GROSSETO. Chi viene da fuori all’inizio non si accorge nemmeno che la Maremma ha un vocabolario tutto suo. A primo acchito la lingua dei grossetani sembra la più vicina della Toscana all’italiano. Basta però poi entrare in confidenza con le persone per accorgersi che non è tutto oro quello che luccica. E restare, qua e là, con qualche punto interrogativo che rende certe frasi complicate. A ribadire il mito di un dialetto che tutt’oggi resiste è il Conte Max che sta spopolando su Internet con la sua ultima trovata: il Rap maremmano. Anzi: il "reppe maremmano".
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Un testo nato per scherzo, creato su una base scaricata da Internet che desse il ritmo a quelle parole e a una piccola storia tutta made in Maremma che stasera sarà riproposta al Jab in piazza del sale, suonata questa volta da musicisti veri.
Tutto è cominciato quando Max Venturacci ha visto il video di Emanuele Bassi, giovani piombinese che ha lanciato “Ma un è mia mio”, testo in vernacolo livornese che sta mietendo successo su Youtube e su Facebook. «La mia non è stata una sfida lanciata a Bassi - dice Venturacci - Il suo video è divertente e ho provato a fare la stessa cosa che ha fatto lui, ma in maremmano».
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Pronti, via: “Collo”, “Auuuuuuu”, ordino i “maccheroni al ranzagnolo”, “sono inguastito come un miccio” e via andare. «Per scrivere il testo sono dovuto andare a ricercare tutti quei termini che in qualche modo fanno parte del nostro dialetto ma che spesso finiscono nel dimenticatoio - spiega Conte Max - e ho cercato poi di dare un senso a questa cosa. È molto difficile comunque scrivere un testo e cantarlo su una base rap». Una difficoltà che Conte Max aveva già provato con la canzone dedicata al Grifone al suo presidente Max Pincione. «Ma in qualche caso - spiega - ho utilizzato la musica di J-Ax. La canzone, insomma, esisteva già ed è stato più facile giocare con le parole».
Questa volta invece Max Venturacci, che rifiuta l’etichetta del cantante a favore di quello dell’intrattenitore musicale, ha fatto tutto da solo e la rete lo ha incoronato re del rap made in Maremma. «La cosa più bella che mi è successo è stata essere fermato da nonni e bambini che avevano imparato a memoria le parole di questa canzone - aggiunge - Non ci sono parolacce, non ci sono bestemmie e alla fine è stata soltanto un modo per raccontare l’amore che nutro per la mia terra». Venturacci tra un mese diventerà babbo di Sirio e per un po’, probabilmente, penserà ad altro. «Ma sto pensando a scriverne un altro di questi rap - dice - perché sono rimaste fuori parole dialettali che parlano del mare. E il mare della Maremma merita una canzone».
Stasera, venerdì 18 marzo, al Jab in piazza del Sale a Grosseto, oltre al video di Venturacci sarà presentato anche quello che accompagna “Cross that Line” del giovane dj maremmano Dayans in collaborazione con Jag Bentley, promessa della musica australiana. Prodotto da Simone Salvatore e Fernando Bussi con la regia Palombo Francesco, giovane talento maremmano con quattro ragazze della zona.
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