Sicurezza
Un porto verde per 600 imbarcazioni
Presentato il progetto per l’approdo di Talamone, che prevede un’area percorribile dai mezzi elettrici anziché dalle auto
TALAMONE. «Un porto verde che non devasti il territorio e si integri col il paese di Talamone».
Sono questi gli input che l’amministrazione comunale di Orbetello ha dato allo studio di architetti a cui ha chiesto di elaborare il progetto del porto di Talamone, presentato ieri mattina nel borgo davanti a molti operatori del settore.
«Questa presentazione non è uno spot elettorale - precisa subito la sindaca Monica Paffetti - ma è un evento che avevamo in mente da tempo e che rimandavamo solo perché ogni volta veniva fuori un problema da risolvere».
La prima cittadina ha fatto un breve riassunto del percorso che ha portato all’elaborazione del progetto e ha ribadito come, subito dopo l’insediamento, l’attuale amministrazione abbia dato incarico allo stesso studio (scelto dall’amministrazione precedente) di trasformare Talamone da approdo con potenzialità di porto a porto vero e proprio.
Il progetto, o meglio il regolamento portuale del porto di Talamone che è già stato visionato dalla Soprintendenza e dal Genio Civile, è stato illustrato dall’architetto Vittoria Bieco che ha precisato come lo studio abbia subito cercato di porre rimedio agli aspetti critici che il porto ha: il degrado, il rischio idraulico, la scarsa profondità dei fondali, la scarsità dei parcheggi.
«Come primo obiettivo abbiamo cercato di risolvere le criticità - ha spiegato la Bieco - e rispondere alle richieste dell’amministrazione fra cui quella di delocalizzare l’area di alaggio e varo rispetto a dove è adesso per lasciare il piazzale esclusivamente ad uso turistico».
Nel progetto lo spazio ormeggiabile ipotizzato è di 34.000 metri quadrati, 600 le unità da diporto previste a cui si aggiungono le 150 della nautica sociale.
Un porto verde che prevede l’aumento dei parcheggi ma anche un’area interna non percorribile dalle auto ma da mezzi elettrici in dotazione al porto.
Un altro elemento fondamentale su cui i progettisti stanno lavorando a stretto contatto col Genio civile sarà la deviazione del canale collettore che sfocerà a nord dell'attuale cantiere. Il progetto non cambierà il volto del porto che sarà un tutt’uno col paese. Il percorso sarà comunque lungo anche perché il percorso urbanistico durerà almeno un anno. Alla progettista sono stati fatti presenti alcuni problemi come la scarsa profondità del fondale prevista dal progetto che non permetterebbe l’entrata in porto delle imbarcazioni da 28 metri che comunque sarebbero fonte di lavoro e il non aver previsto spazi riservati agli operatori della pesca.
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