Il Tirreno

Grosseto

Pidocchi, la scuola è «dispiaciuta»

La dirigente di Arcidosso: «Non possiamo far niente, solo informare le famiglie»

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ARCIDOSSO. L’istituto comprensivo di Arcidosso si attrezza per fronteggiare la pediculosi (o presenza di pidocchi) segnalata di recente da un gruppo di genitori della scuola primaria di primo grado del comprensivo arcidossino.

Dopo le precisazioni dell’Asl, che non è tenuta a fare per un problema fastidioso ma non pericoloso ispezioni nelle scuole e ha distribuito opuscoli informativi su come comportarsi in caso di pediculosi, è la volta della dirigente dell’istituto Patrizia Matini che spiega come alla scuola competa solo l’informazione e nel caso di pediculosi accertata dalle famiglie la scuola possa soltanto richiedere ai genitori un’autocertificazione che il figlio è libero dai noiosissimi insetti. «Sono molto dispiaciuta di questo problema - spiega la Matini - che si ripresenta in vari periodi dell’anno e non solo nella scuola di Arcidosso». Cosa può fare la struttura? «Noi possiamo mandare un’informativa alle famiglie. Cosa che abbiamo fatto anche di recente e non solo in lingua italiana, ma in varie lingue, come invocano i genitori. Non possiamo fare altro. Non siamo competenti a fare ispezioni nelle teste degli studenti e tantomeno allontanarli da scuola perché hanno i pidocchi. Chi lo verifica se è vero? Non siamo esperti e non abbiamo il potere di guardare nelle teste altrui».

La dirigente spiega comunque di comprendere bene il disagio dei genitori che pretendono di mandare a scuola i figli senza pericolo di contrarre i pidocchi e annuncia un incontro: «Chiamerò i rappresentanti di tutte le classi per chiarire loro ancora una volta le procedure da seguire in questi casi. Ma ribadirò che non è possibile alla scuola né ispezionare né allontanare. Manderò di nuovo un’informativa a casa di ciascuna famiglia invitando i genitori ad accertarsi che i figli siano liberi dagli insetti».

La dirigente invita i genitori a incontrarsi fra loro: «Io metterò ben volentieri a disposizione un’aula della scuola e loro potranno chiarirsi fra di loro e magari ottenere i risultati che la scuola da sola non può conseguire. E non per colpa sua». Per chiarezza va detto che in tutta questa vicenda nulla c’entra la privacy. I ragazzi non possono essere ispezionati dalla scuola perché questo non rientra nelle sue competenze, né dall’Asl che non ritiene questo problema talmente grave da intervenire come Ufficio di igiene. La palla torna in mano alle famiglie. (f.b.)

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